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MANOVRA/ Salta l'accordo di Arcore sulle pensioni

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Primo stop all'accordo di Arcore che aveva ridisegnato la manovra finanziaria. Salta la norma sulle pensioni. Nonostante l'assenza del ministro dell'economia, presso il suo dicastero stamane si è tenuto un incontro tra il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, quello della semplificazione Roberto Calderoli e i tecnici. In discussione la norma relativa alle pensioni che ha suscitato furenti reazioni da parte di gran parte dell'opinione pubblica, reazioni sostenute dalla Lega stessa da sempre contraria a ogni possibile ritocco sulle pensioni. In particolare, le critiche erano state nei confronti della decisione di bloccare il riscatto degli anni dell'università e del servizio militare. La Padania stamane intitolava che la manovra è in discussione: "La manovra partorita dal vertice di Arcore avrà bisogno di un'ulteriore riflessione". Diversi senatori della Lega, addirittura, avevano minacciato di votare contro la manovra se la norma sulle pensioni non fosse stata rivista. Nell'incontro di stamane fra Sacconi, Calderoli e i tecnici era spuntato fuori che la norma sul blocco dei riscatti delle pensioni sarebbe anti costituzionale. E sono stati accontentati. Non sono noti al momento quali misure alternative verranno prese. Già stamane, Silvio Berlusconi parlava di riattivare l'aumento dell'Iva, che nell'incontro di Arcore era stato bocciato dopo essere stato inserito nella prima versione della manovra. Critiche da tutta l'opposizione. Antonio Di Pietro dice che un governo che non è in grado di fare una manovra economica dovrebbe andare a casa. Una manovra a cui non crede nessuno, ha aggiunto. Al programma Uno Mattina Di Pietro ha detto: "Mi auguro che il Parlamento non approvi le modifiche apportate al sistema pensionistico, perché sono incostituzionali. I cittadini che hanno pagato i contributi in modo anticipato, per riscattare gli anni dell'università, oggi se li ritroverebbero decurtati. Siamo di fronte alla violazione di un patto fra lo Stato e i cittadini". In questo quadro, la Ragioneria di Stato aveva avvertito che nella manovra ridisegnata durante l'accordo di Arcore risultava un buco di cinque miliardi rispetto alla cifra necessaria per far fronte alla crisi. Domani durante il consiglio dei minsitri si discuterà di come reperire questi soldi mancanti.



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