BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

QUALCOSA DI SINISTRA/ Il patto “impossibile” tra Governo e parti sociali

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Proprio Cazzola ha annotato che mentre le parti sociali concordavano e firmavano in bella scrittura il loro generico appello, si dividevano su una di quelle cose concrete che proprio alla politica spettano e spesso non finiscono in prima pagina, la riforma dell’apprendistato. La riduzione da cinque a tre anni del periodo di apprendistato, chiesta dalla Cgil, è stata compromissoriamente accettata per i settori delle banche e del commercio, ma non per l’artigianato. Pare che proprio questa divaricazione, minima ma significativa, abbia indotto Angeletti a dissociarsi, perché se nel testo dell’appello si fosse voluto inserire una sola proposta concreta, si sarebbero perse la metà delle firme...

In realtà, la debolezza della politica è anche il riflesso della confusione delle parti sociali, tutte occupate a difendere privilegi e lobby sempre meno difendibili, pur simulando un interesse per il bene collettivo che è poi, sulla carta, compito della politica, che degli interessi particolari deve trarre sintesi, e non dei rappresentanti di quegli interessi! Difficile, quindi, dire se l’appello per la discontinuità verso un “patto per la crescita” sia di destra o di sinistra, perché è semplicemente aria fritta, e si sa: l’aria fritta non sta né di qua, né di là, è ovunque e non serve a niente...

In genere, tutti attenderebbero dalla politica una nuova ripartizione delle pur dimagrite risorse pubbliche, capace di premiare quelle aree del sistema e della società in grado di far ripartire la crescita. Ma all’atto pratico, chiunque si veda anche minimamente danneggiato nei suoi diritti acquisiti da questo o quel pur timido tentativo di riforma, protesta a voce altissima. E di fatto trova nel (nei) governo (i) interlocutori timidissimi e pronti a tirarsi indietro.

In realtà, è il governo che deve prendere l’iniziativa, e meglio sarà l’iniziativa governativa quanto meno contente ne saranno le parti sociali! Proprio perché il loro mestiere, ovvio anche se spesso negato o dissimulato, è difendere gli interessi delle “parti”, appunto, che rappresentano. E questo è il momento dei sacrifici per tutti.


COMMENTI
05/08/2011 - Concordo (Mariano Belli)

concordo su quanto espresso nel post di Vittorio Cionini, e aggiungo che uno degli eventi inevitabili sarà secondo me il default sul debito : prima avverrà, prima questo paese potrà risorgere (se si darà regole nuove e un'etica, anche del lavoro, che oggi sembra scomparsa)

 
05/08/2011 - Il vero problema insolubile (Vittorio Cionini)

Per colpa di tutti e quindi di nessuno in Italia si è creata una situazione per cui non è possibile creare nè mantenere in vita un posto di lavoro (dall'operaio al direttore generale) che, rispettando tutte le leggi e gli oneri, sia redditizio. Cioè consenta di produrre beni o servizi vendibili ad un costo inferiore al prezzo accettato dal mercato. E' inutile girarci intorno: è una regola generale. Le eccezioni confermano la regola e sono comunque limitate a settori di nicchia che non possono dar da mangiare a più di 60 milioni di persone ogni giorno più vecchie, indebitate, pensionate e ignoranti. Aspettarsi una soluzione al problema da parte di un coacervo di persone che hanno creato e gonfiato questa situazione è semplice stupidità. La storia insegna che si esce da questi intrecci inestricabili di interessi e veti incrociati solo con eventi dirompenti e drammatici (fame, rivolte, lacrime e sangue). Ho letto in questi giorni che i dirigenti delle PMI hanno conquistato qualche giorno di ferie in più nei loro contratti di lavoro. Bene avanti così che siamo sulla strada giusta. Vittorio Cionini