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QUALCOSA DI SINISTRA/ Il patto “impossibile” tra Governo e parti sociali

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Nel ‘92 l’allora presidente del Consiglio Giuliano Amato, in una situazione che sembrava drammatica ma forse lo era meno di quella attuale, convocò le parti sociali e gli impose - praticamente - un accordo, sottoscritto il 31 luglio, minacciando in caso di rifiuto le dimissioni del governo: quello sì che fu un accordo rivoluzionario, che sancì, ad esempio, la fine di ogni sistema di indicizzazione delle retribuzioni, il blocco per 18 mesi della rivalutazione automatica delle pensioni e degli effetti della contrattazione aziendale e un programma di riforme della spesa pubblica (sanità, pensioni, pubblico impiego e finanza locale) che in autunno fu poi varato e venne anche in gran parte attuato, sanando un po’ delle enormi assurdità della situazione precedente.

Insomma, le parti sociali quella volta fecero bene il loro ruolo: accettare di malavoglia di fronte a un governo determinato nell’indicare a tutti la strada dell’interesse collettivo. Stavolta è questo che non si vede: un governo determinato. E le parti sociali non possono, anche volendo, svolgere un ruolo surrogatorio.



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COMMENTI
05/08/2011 - Concordo (Mariano Belli)

concordo su quanto espresso nel post di Vittorio Cionini, e aggiungo che uno degli eventi inevitabili sarà secondo me il default sul debito : prima avverrà, prima questo paese potrà risorgere (se si darà regole nuove e un'etica, anche del lavoro, che oggi sembra scomparsa)

 
05/08/2011 - Il vero problema insolubile (Vittorio Cionini)

Per colpa di tutti e quindi di nessuno in Italia si è creata una situazione per cui non è possibile creare nè mantenere in vita un posto di lavoro (dall'operaio al direttore generale) che, rispettando tutte le leggi e gli oneri, sia redditizio. Cioè consenta di produrre beni o servizi vendibili ad un costo inferiore al prezzo accettato dal mercato. E' inutile girarci intorno: è una regola generale. Le eccezioni confermano la regola e sono comunque limitate a settori di nicchia che non possono dar da mangiare a più di 60 milioni di persone ogni giorno più vecchie, indebitate, pensionate e ignoranti. Aspettarsi una soluzione al problema da parte di un coacervo di persone che hanno creato e gonfiato questa situazione è semplice stupidità. La storia insegna che si esce da questi intrecci inestricabili di interessi e veti incrociati solo con eventi dirompenti e drammatici (fame, rivolte, lacrime e sangue). Ho letto in questi giorni che i dirigenti delle PMI hanno conquistato qualche giorno di ferie in più nei loro contratti di lavoro. Bene avanti così che siamo sulla strada giusta. Vittorio Cionini