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BORSE/ Ecco perché i mercati stanno affondando tra le vendite

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In secondo luogo, non solo numerosi economisti americani (o europei residenti negli Usa) credono che se si segue la strada degli ultimi mesi è bene predisporre le esequie dell’euro, ma al coro si è aggiunto un numero sempre maggiore di economisti europei. Molti hanno notato che ha fatto “outing” lo stesso Luigi Zingales sulla prima pagina de Il Sole 24 Ore di ieri. Prima di lui non solo avevano alzato la voce numerosi economisti nordici (come visto su ilsussidiario.net) nei giorni scorsi, ma pure André Cabannes, il quale viene dal mitico Polytechnique, è stato uno dei leader del Boston Consulting Group e ora è Presidente e amministratore delegato di Axtel, uno dei maggiori gruppi europei di consulenza. È una voce ascoltata nel mondo della finanza e da alcuni Governi.

Cabannes ha lanciato la proposta di un sistema duale: Grecia, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna utilizzino le loro “vecchie” monete (dracme, franchi, lire, sterline, scudi, peseta) per le transazioni interne e l’euro per quelle europee e internazionali, come avveniva nell’unione monetaria latina che è durata dal 1866 al 1927, una buona prova di resistenza; le Banche centrali nazionali gestirebbero la liquidità delle monete nazionali, la Bce quella a livello di euro; gli aggiustamenti sarebbero più facili e più visibili e incentiverebbero a migliorare produttività e competitività. L’Eurozona avrebbe connotati ben differenti da quelli pensati a Maastricht.

In terzo luogo, occorre chiedersi perché la tempesta pare essersi accanita sull’Italia. Alle determinanti economiche - il terzo maggior debito pubblico al mondo - si sono aggiunte quelle politiche. Dopo avere proclamato ai quattro venti che quella del 2009 sarebbe stata “l’ultima finanziaria”, ne abbiamo presentata un’altra a luglio, avvertendo che sarebbe stata quella “definitiva”, ossia la “tomba di tutte le finanziarie”. Il 3 agosto - diverse ore dopo che Dagong Global Credit Rating aveva abbassato il rating dei titoli di stato italiani e che era terminata la prima giornata all’insegna del “vendere, vendere, vendere” (ma a cosa servono i Ministri-consiglieri in servizio presso le nostre ambasciate a 20.000 euro al mese?) -, il Presidente del Consiglio si è presentato a Camera e Senato (i cui componenti avevano già fatto le valigie per le vacanze) per dire che il piano di luglio era “perfetto” e non sarebbe stato mutato. Il 5 agosto (mentre deputi e senatori, in gran misura, erano già partiti per le ferie) è stata convocata una conferenza stampa per dire che il programma va rifatto e si sarebbe lavorato duro, richiamando anche i parlamentari.