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FINANZA/ 1. Pelanda: così l’Italia può evitare un’altra recessione

Pubblicazione:lunedì 8 agosto 2011

Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica) Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

La Bce, su pressione della Germania, ha imposto al governo italiano di anticipare il pareggio di bilancio al 2013 e di renderlo certo inserendo tale obbligo in Costituzione, come condizione per acquistare titoli di debito italiani allo scopo di sostenerli nella crisi di fiducia che colpisce tutti i debiti sovrani, aggravata dal declassamento di quello statunitense, in particolare quello italiano.

La buona notizia è che il diktat esterno ha smosso l’inerzia del governo e ridotto il dissenso per le misure d’emergenza. Quella cattiva è che l’economia italiana rischia di subire una deflazione da rigore con impatto impoverente a causa dei tempi imposti. Ora quasi 60 miliardi di spesa pubblica, circa il 4% del Pil, sono finanziati in deficit. Ciò significa che in due anni bisognerà ridurre la spesa di altrettanto facendo mancare all’economia questa cifra.

Si prospetta un impatto pesante. Ma lo si può evitare bilanciando il minor denaro proveniente dalla spesa pubblica con più denaro privato impiegato per investimenti. Non solo si può, ma si deve. Se al rigore non corrisponde una stimolazione economica forte vi sarà una recessione che ridurrà il gettito fiscale (meno guadagni, meno tasse) rendendo più difficile il raggiungimento del pareggio di bilancio e il ritorno di fiducia sul debito italiano, cosa necessaria per contenerne il costo di rifinanziamento.

L’effetto dei tagli colpirà prima che si realizzi l’effetto della stimolazione economica e in questo intervallo l’impoverimento e la recessione potrebbero essere devastanti. Per ridurre tale rischio, la stimolazione dovrà essere fortissima e veloce, modificando sostanzialmente parecchie parti inefficienti del modello economico italiano. Ciò scatenerà forti dissensi, perché richiede la piena liberalizzazione di tutto ciò che è liberalizzabile, tra cui il mercato del lavoro, una detassazione, anche se non immediata, sostanziale e credibile nel futuro, la fine dei mercati protetti e l’aumento della concorrenza.


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COMMENTI
10/08/2011 - risparmi nelle finanze pubbliche (Andrea Sonego)

Risparmi di spesa dovrebbero riguardare: - forte riduzione di indennità e benefici economici ai politici, e dimezzamento immediato del numero di parlamentari; trasparenza nelle relative voci di spesa; - accorpamento o scioglimento di enti istituiti per incrementare poltrone e gettoni per i politici; - abolizione di pensioni di anzianità (eccettuati lavori usuranti); - per un anno mancata rivalutazione di pensioni di anzianità se > 1.500 euro lordi mensili (per due anni se > 2000 euro, per tre se > 2500, ecc), salvo invalidi; - per un anno mancata rivalutazione di pensioni > 2.000 euro lordi(per due anni se > 2500, ecc); - superbollo per auto di potenza > 100 CV, elicotteri e aerei privati, barche da diporto > 10,5 m; - finanziamento alla scuola e università libera, con conseguente riduzione di spesa per quelle statali; - drastica riduzione dei finanziamenti ai partiti politici e ai loro giornali; - ripristino dell'obbligo di uccidere cani e gatti abbandonati e tenuti per oltre un mese nei canili comunali (solo a Roma 8 mln di euro all'anno); - obbligo di lavoro in altra mansione per chi, assunto e infortunatosi, non possa più lavorare in quella stessa mansione, ma gliene venga offerta un'altra (una vicina riceve la pensione d'invalidità per essere stata assunta come maestra d'asilo, ma ora ha problemi fisici e non può sollevare pesi: pur avendone i titoli e possibilità, non è passata a maestra alle elementari). Occasioni per risparmi abbondano, ma manca la volontà

 
08/08/2011 - Se la storia potesse essere sostenuta dai "se" (celestino ferraro)

Se la strategia egemonica della Francia fosse concertata con la Germania, e se quella della Germania fosse concertata con la Francia, non sarebbe meglio per entrambe? I costi e gli sprechi per "fottersi" a vicenda non sarebbero compensati da utili condivisi? Troppo facile? In un'epoca così balorda, dove la Cina gioca il suo ruolo con cinismo da Boxer, allearsi per arrestare l'orda asiatica (un miliardo e quttrocento milioni di bocche da sfamare quotidianamente) sarebbe un dovere, oltre che una scelta intelligente. L'Italia? Un'espressione geografica, paese di magliari e mandolinisti. Con qualche mafioso. CF

 
08/08/2011 - finanziamento ai partiti politici (francesco scifo)

Un suggerimento non demagogico è: perchè non eliminiamo il finanziamento pubblico ai partiti politici e non li obblighiamo a tenere un vero bilancio per legge? La legge che stabilisce questa erogazione di milioni di euro pubblici, ad ogni partito politico che entra in parlamento, ha palesemente fallito il suo unico obiettivo, che era quello di evitare i finanziamenti occulti. Lasciamo che tutti i partiti si autofinanzino solo con i loro iscritti, o con erogazioni private da riportare correttamente nei bilanci. Senza deprimere l'economia, nè fare solo tagli al sociale, nè aumento dell'IVA, si ricaveranno alcuni milioni di euro e si chiuderà un capitolo di sperpero di denaro. Se i lettori sono dello stesso parere che lo scrivano tutti.

 
08/08/2011 - Ricetta mortale (Mariano Belli)

La ricetta che ci hanno prescritto mi ricorda tanto la chemioterapia propinata ai poveri malati di cancro.......Altro che sviluppo dell'economia, questi folli incapaci ci stanno portando alla fame, con tutto il fardello del debito che rimarrà invariato sulle nostre spalle..... Libertà di licenziamento vorrà dire stipendi ridotti della metà........Risultato : il default diventerà allora inevitabile, e il paese dovrà essere ricostruto dalle macerie, come dopo la guerra ma stavolta senza piano Marshall.......ma tutto questo nessuno lo scrive!