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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Pelanda: così l’Italia può evitare un’altra recessione

Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

In sintesi, bisognerà far lavorare il libero mercato affinché produca opportunità che spostino il risparmio verso gli investimenti e poi, per effetto ottimismo, verso i consumi. Da un lato, l’economia italiana è ancora sufficiente forte, dotata di un substrato di risparmio tra i primi al mondo, per reagire bene a una superstimolazione. Dall’altro, la quantità di interessi parassitari colpiti è così ampia da poter bloccare o indebolire di molto il processo politico di riforma.

Proprio per questo motivo è stato imposto all’Italia di mettere in Costituzione, subito, l’obbligo al pareggio di bilancio. Ciò rende probabile il raggiungimento del rigore, ma non garantisce la spinta per lo sviluppo. Ecco perché c’è il rischio di un impatto impoverente. Può darsi, e lo spero, che la politica riesca a evitarlo. Tra l’altro basta che tolga cose (tasse, apparati, regole, burocrazia) per ottenere più sviluppo. Ma, realisticamente, temo che non ci riesca.

Per questo suggerisco di mettere nel paniere delle azioni anche quella, qui più volte invocata, di vendita del patrimonio pubblico per ridurre con il ricavato una parte del debito. Per esempio, un abbattimento di 200 miliardi darebbe un risparmio annuo di 10 sulla spesa per interessi, oltre a 4 di risparmio sul costo di rifinanziamento per maggiore credibilità dei titoli dopo tale operazione.

Il patrimonio alienabile, con formule adeguate, è tra i 500 e 600 miliardi, volendo, e suggerisco alla politica di valutarne seriamente l’alienazione per alleggerire il suo compito altrimenti infattibile e per evitare un eccesso di impoverimento della nazione.

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
10/08/2011 - risparmi nelle finanze pubbliche (Andrea Sonego)

Risparmi di spesa dovrebbero riguardare: - forte riduzione di indennità e benefici economici ai politici, e dimezzamento immediato del numero di parlamentari; trasparenza nelle relative voci di spesa; - accorpamento o scioglimento di enti istituiti per incrementare poltrone e gettoni per i politici; - abolizione di pensioni di anzianità (eccettuati lavori usuranti); - per un anno mancata rivalutazione di pensioni di anzianità se > 1.500 euro lordi mensili (per due anni se > 2000 euro, per tre se > 2500, ecc), salvo invalidi; - per un anno mancata rivalutazione di pensioni > 2.000 euro lordi(per due anni se > 2500, ecc); - superbollo per auto di potenza > 100 CV, elicotteri e aerei privati, barche da diporto > 10,5 m; - finanziamento alla scuola e università libera, con conseguente riduzione di spesa per quelle statali; - drastica riduzione dei finanziamenti ai partiti politici e ai loro giornali; - ripristino dell'obbligo di uccidere cani e gatti abbandonati e tenuti per oltre un mese nei canili comunali (solo a Roma 8 mln di euro all'anno); - obbligo di lavoro in altra mansione per chi, assunto e infortunatosi, non possa più lavorare in quella stessa mansione, ma gliene venga offerta un'altra (una vicina riceve la pensione d'invalidità per essere stata assunta come maestra d'asilo, ma ora ha problemi fisici e non può sollevare pesi: pur avendone i titoli e possibilità, non è passata a maestra alle elementari). Occasioni per risparmi abbondano, ma manca la volontà

 
08/08/2011 - Se la storia potesse essere sostenuta dai "se" (celestino ferraro)

Se la strategia egemonica della Francia fosse concertata con la Germania, e se quella della Germania fosse concertata con la Francia, non sarebbe meglio per entrambe? I costi e gli sprechi per "fottersi" a vicenda non sarebbero compensati da utili condivisi? Troppo facile? In un'epoca così balorda, dove la Cina gioca il suo ruolo con cinismo da Boxer, allearsi per arrestare l'orda asiatica (un miliardo e quttrocento milioni di bocche da sfamare quotidianamente) sarebbe un dovere, oltre che una scelta intelligente. L'Italia? Un'espressione geografica, paese di magliari e mandolinisti. Con qualche mafioso. CF

 
08/08/2011 - finanziamento ai partiti politici (francesco scifo)

Un suggerimento non demagogico è: perchè non eliminiamo il finanziamento pubblico ai partiti politici e non li obblighiamo a tenere un vero bilancio per legge? La legge che stabilisce questa erogazione di milioni di euro pubblici, ad ogni partito politico che entra in parlamento, ha palesemente fallito il suo unico obiettivo, che era quello di evitare i finanziamenti occulti. Lasciamo che tutti i partiti si autofinanzino solo con i loro iscritti, o con erogazioni private da riportare correttamente nei bilanci. Senza deprimere l'economia, nè fare solo tagli al sociale, nè aumento dell'IVA, si ricaveranno alcuni milioni di euro e si chiuderà un capitolo di sperpero di denaro. Se i lettori sono dello stesso parere che lo scrivano tutti.

 
08/08/2011 - Ricetta mortale (Mariano Belli)

La ricetta che ci hanno prescritto mi ricorda tanto la chemioterapia propinata ai poveri malati di cancro.......Altro che sviluppo dell'economia, questi folli incapaci ci stanno portando alla fame, con tutto il fardello del debito che rimarrà invariato sulle nostre spalle..... Libertà di licenziamento vorrà dire stipendi ridotti della metà........Risultato : il default diventerà allora inevitabile, e il paese dovrà essere ricostruto dalle macerie, come dopo la guerra ma stavolta senza piano Marshall.......ma tutto questo nessuno lo scrive!