BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

CRISI/ Sapelli: alcune verità sulla vendetta dei Cavalieri della finanza contro Obama

Foto AnsaFoto Ansa

Eccoci al tema: se non vi è crescita nessuno potrà mai ripagare il debito, solo la crescita può farlo, ma è ciò che i governi europei non sanno e non vogliono fare. Stimolare la crescita vuol dire certo abbassare il debito pubblico nel lungo periodo, ma nel breve finanziare misure essenziali e la più essenziale  è la diminuzione verticale, immediata, delle tasse sul lavoro e sul capitale da profitto capitalistico, non da circolazione finanziaria. Di qui la necessità di spezzare l’oligopolio finanziario in tutti i paesi dividendo banca retail da banca d’affari e impedendo alle banche di strozzare le imprese continuando a fare profitti con la finanza ad altissimo rischio. La riforma bancaria è impellente e senza di essa non ci sarà mai crescita. La banca deve ritornare a fare utili con il credito alle imprese e alle famiglie e non con la speculazione che consente altissimi compensi ai manager.

Non c’è  bisogno di patrimoniali e di più tasse, ma di meno tasse per far respirare l’economia, d’interventi pubblici lì dove il capitale privato non arriva per generare scosse di crescita (le alte tecnologie, ecc). Il tutto riformando lo Stato: officer e authority invece che aziende pubbliche, tecnocrati con responsabilità personale invece che consigli di amministrazione, innalzamento dei salari  e operazioni chirurgiche sui compensi immorali dei manager. Insomma: sarebbe possibile farcela. Bisogna rovesciare un mondo che indietreggia a testa in giù, governato dagli eletti cooptati dai grandi banchieri internazionali. Si avanza soltanto con i piedi per terra.

È possibile? Se non lo sarà la crisi durerà ancora una decina d’anni sino a quando la crescita non si riaffaccerà. Ma è un tempo lontano e che sarà preceduto da una decrescita del commercio mondiale già in atto che colpirà tutti, come già accade anche ai paesi emergenti, Cina in testa, e allora ridurre il rischio e l’indebitamento finanziario diverrà una strada obbligata per non far affondare  intere società, che sorreggono l’economia. Con immensi dolori sociali e morali.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
10/08/2011 - Ma siamo in tempo ? (Vittorio Cionini)

Tutti giusti e pienamente condivisibili gli interventi per la "ripresa" indicati nell'articolo ma c'è ancora tempo a disposizione per attuarli ? Come ogni malattia sappiamo che le medicine e gli interventi chirurgici sono utili fino ad un certo stadio della malattia. La mia impressione è che in campo finanziario il limite sia stato superato da molto tempo e la componente "malata" del fenomeno abbia preso il sopravvento su tutto. Troppe persone che vivono e prosperano sul tasso di crescita del bubbone finanziario mondiale hanno pervaso gli apparati di controllo del sistema. Anche volendo ipotizzare che diventino improvvisamente motivate a porre rimedio ai guasti c'è da dubitare che ne siano capaci. Non ci si può illudere che un campione di gare sui 100 metri piani diventi di colpo un maratoneta. Naturalmente speriamo tutti che non sia così e che si possa dire prima possibile ".. e vissero tutti felici e contenti per mille anni e più". Vittorio Cionini