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FINANZA/ Pelanda: cosa c’è dietro la "trappola" degli eurobond?

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Ansa) Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Ansa)

Per tale motivo la pur antipatica posizione di rifiuto da parte di Merkel non cambierà. Senza il consenso della Germania l’eurobond non decollerà. Io ritengo che sia stupido continuare a chiederlo. Probabilmente chi lo chiede lo sa, ma continua a farlo per scaricare su Berlino la responsabilità dell’impoverimento da rigore e per ammorbidire la sua opposizione alle politiche di acquisto del debito italiano e spagnolo, ed altri, da parte della Bce per sostenerli. Nel 1997 le euronazioni accettarono un modello europeo dove ciascuna doveva mettersi in ordine da sola. Tale modello, imposto dalla Germania come condizione per abbandonare il marco, è sbagliato in quanto non ci può essere moneta unica senza una politica economica unitaria, ma è il modello che c’è.

La conseguenza, a parte l’aver regalato a Berlino il comando sull’Europa dopo due guerre fatte per impedirlo, è, appunto che ogni nazione deve mettersi in ordine da sola. Come? Seguendo i concetti ordinativi tedeschi. Significa che le euronazioni dovranno mettere in Costituzione l’obbligo al pareggio di bilancio e poi portare il debito sotto una certa soglia, tra il 60 ed il 70% del Pil. E se non ce la faranno? Usciranno dall’euro; la Germania non le salverà. In sintesi, l’Italia dovrà dimezzare il debito ed azzerare il deficit con sue sole forze. Questa è la dura realtà. Chi continua ad invocare gli eurobond  la elude ed illude.

www.carlopelanda.com

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