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GEOFINANZA/ C’è un piano C della Germania per uscire dall’euro

Pubblicazione:giovedì 1 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

L'11 novembre era già all'8,9 per cento: una settimana dopo, Dublino chiese il salvataggio. Scelta obbligata che Lisbona compì invece il 6 aprile di quest'anno, quando il rendimento del suo decennale superò l'8 per cento dopo che la Bce aveva speso qualcosa come 77 miliardi di euro per comprare debito portoghese: l'11 di luglio, quando Francoforte prese una pausa di cinque mesi nel suo programma di acquisti, il rendimento dei decennali lusitani toccò il record del 13,44 per cento. Per David Schnautz, analista presso Commerzbank AG a Londra, «il rischio è che se la Bce resterà fuori dal mercato secondario, gli spreads sui rendimenti si amplieranno in maniera significativa e allora per l'Italia sarà una sfida collocare il suo debito. C'è una possibilità significativa che gli investitori debbano prepararsi a un incremento dello yield sopra il 6 per cento». La Bce ha comprato Btp italiani e Bonos spagnoli per 22 miliardi di euro tre settimane fa, per 14 due settimane fa e per 6,6 la scorsa settimana: lo spread, però, resta alto e continua a salire, a differenza della domanda.

E l'altro giorno, durante l'audizione all'Europarlamento, Jean-Claude Trichet ha mandato un chiaro segnale a Italia e Spagna quando ha detto che «l'acquisto da parte della Bce di titoli pubblici non può essere usato per aggirare la disciplina finanziaria, poiché la stabilità del mercato del debito dipende dalla credibilità dei Paesi». Infine, l'annuncio: «La Bce non è la Fed». Come dire, cari italiani e spagnoli, il volume dei nostri acquisti continuerà a scendere fino ad esaurirsi nell'arco di settimane, dopo le quali dovrete camminare con le vostre gambe. Ed essendo le economie italiana e spagnola decisamente più grandi di quelle greca, portoghese e irlandese, l'impennarsi dello spread potrebbe conoscere una velocità decisamente maggiore verso quota 7 per cento. Questo il contesto, al netto dell'ottimismo mal riposto del Tesoro. Ma al peggio europeo non c'è limite. La Banca Nazionale Greca, il primo istituto di credito ellenico, ha infatti riportato una perdita di 1,31 miliardi di euro nel primo semestre.


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COMMENTI
01/09/2011 - dubbio (andrea toffoletti)

ma in questa uscita dall'euro dei paesi nordici formando la loro moneta con tanto di banca centrale,lasciando mi pare di aver capito,l'euro ai sudici,che ne sarebbe ad esempio,dei miliardi di bund tedeschi denominati con l'attuale euro?perche' a pensar male si fa peccato ma in genere........