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J’ACCUSE/ Morganti (Banca Prossima): così lo Stato strozza il non profit

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Le due cose sono facce della stessa medaglia: se non ho la capacità di convincere, nessuno mi ascolterà. Non voglio fare polemica con il Forum del Terzo settore, ma il mondo nonprofit sembra essere insoddisfatto della propria capacità di rappresentarsi e le istituzioni spesso se ne approfittano. Purtroppo la situazione sta ormai diventando sempre più grave. Per spiegarmi vorrei fare un esempio eloquente.

Prego.

C’è un creditore, il Terzo settore, che non riesce ad avere soddisfazione dei propri crediti da un soggetto etico che si chiama sistema pubblico (Stato, Provincia, Regione, Comune, ecc.). Aspetta questi pagamenti ormai da un anno: nessuno si stupisce, perché 365 giorni di ritardo in un pagamento è quasi normale. Ma ci sono casi in cui il ritardo supera i tre anni. Il Terzo settore è nel frattempo debitore del sistema bancario, ed è ovvio che sia così perché deve pure approvvigionarsi di risorse. Il sistema bancario è però preciso come un orologio sulle scadenze dei pagamenti: tanto per dare un dato, nel 99,6% dei casi i nostri crediti vengono rimborsati nei tempi dovuti. Fino a quando le cose potranno andare avanti così? Fino a quando dovremmo vedere un debitore che non paga e un altro che paga puntualmente magari impegnando i beni personali del presidente della cooperativa sociale? Ma non è finita qui.

Continui prego.

Di intesa con le organizzazioni delle cooperative sociali, abbiamo inventato un sistema per garantire un consorzio fidi e corrispondiamo alle organizzazioni che ne hanno bisogno la cifra esatta che serve per pagare fino a sei mensilità di stipendio arretrate. È un aiuto importante, ma resta un pannicello caldo. Questo, che sta (purtroppo) avendo successo, è uno strumento con cui ritardiamo di sei mesi l’entrata ufficiale in crisi di un’impresa. Altrimenti succede qualcosa di assurdo: la Pa non paga i suoi debiti, i suoi fornitori finiscono per non avere più soldi per pagare gli stipendi ai propri dipendenti, il loro Durc (Documento unico di regolarità contributiva) non è quindi più emettibile perché non pagano più i contributi e a questo punto non possono più per legge diventare o continuare a essere fornitori della Pa.

Quante sono le imprese del Terzo settore in crisi?