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BORSE/ Indici a picco e spread in volo: crescono i timori per la Grecia

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La giornata di Piazza Affari comincia oggi in forte ribasso con il Ftse Mib che cede oltre il 3,2%. In questo brutto avvio la Borsa di Milano è però accompagnata dalle altre piazze europee, dato che Francoforte cede quasi il 3%, Parigi arriva al -4% e Madrid sfiora il -3,2%. Le borse asiatiche hanno fatto segnare chiusure negative: Tokyo -2,3%, Hong Kong -0,2% e Singapore -1,1%.

A pesare sull’andamento dei mercati a quanto pare è la difficile situazione della Grecia. Il governo di Atene deve infatti varare nuove misure di austerità per cercare di rimettere in sesto i suoi conti (una missione che sembra a dir la verità teoricamente impossibile). A quanto pare l’esecutivo sarebbe pronto a varare nuove tasse, in particolare sulle case. Secondo le prime indiscrezioni, i cittadini greci dovranno pagare una tantum di 4 euro al metro quadro per la casa di proprietà a partire dal 2012. Ma, come già accennato, sono in pochi a ritenere che nonostante questa e le altre misure già adottate, la Grecia possa riuscire a racimolare le risorse necessarie a pagare i propri debiti con l’estero. Il ministro dell’economia della Germania, Wolfang Schauble, in questo senso ha dichiarato in un’intervista che il suo Paese sta già studiando un piano per ridurre al minimo gli impatti negativi di una possibile uscita della Grecia dall’euro.

Dichiarazioni che certamente non aiutano i mercati che vivono già una situazione difficile proprio sui timori di una dissoluzione della moneta unica europea. D’altra parte c’è anche chi si spende per cercare di rassicurare i mercati: è il caso di Jean Claude Juncker, Presidente dell’Eurogruppo, secondo cui verrà fatto di tutto per salvare l’euro, compreso un aumento della dotazione del Fondo di stabilità europeo già predisposto per aiutare Grecia, Irlanda e Portogallo.

Inutile dire che sul listino principale di Piazza Affari i titoli più colpiti sono quelli bancari: Unicredit cede quasi il 6%, mentre Intesa Sanpaolo il 3,9%. Male anche Exor (-5,4%), Fiat (-4,3%), Enel (-5%) e Buzzi (-5,2%). Nessun titolo col segno più: solamente Bulgari limita i danni con un perfetto pareggio rispetto alla chiusura di venerdì scorso.



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