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INTERNET/ Yahoo e Aol si fondono contro Google e Facebook?

Yahoo e Aol verso la fusione? Secondo Bloomberg è un’ipotesi più che probabile. Il numero uno di Aol, Tim Armstrong si sarebbe  proposto come Ad del motore di ricerca.  

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Yahoo e Aol verso la fusione? Secondo Bloomberg è un’ipotesi più che probabile. Proprio pochi giorni fa l’amministratore delegato del motore di ricerca, Carol Bartz, era stata silurata telefonicamente (con una buonauscita da 10 milioni di dollari). «Sono molto triste di comunicarvi che sono appena stata licenziata telefonicamente dal chairman del consiglio di amministrazione di Yahoo. E’ stato un piacere lavorare con tutti voi e vi auguro solo il meglio per il futuro», aveva scritto, in una breve mail, ai dipendenti. La Bartz è stata  sostituita ad interim dal chief financial officer, Tim Morse. Intanto, l’azienda ha dato vita ad un “executive leadership council”  per aiutare l’ad ad interim ad attuare una «completa revisione strategica» per tornare a consentire a Yahoo di crescere. Compito della Bartz sarebbe stato quello di risollevare le sorti dell’azienda; ora il consiglio d’amministrazione sta studiando una strategia per tornare in competizione con i grandi protagonisti del momento: Facebook e Google.Nel 2008 Yahoo rifiutò un’offerta di acquisizione da parte di Microsoft del valore di 47,5 miliardi di dollari. Ma solo perché, allora, ne valeva circa 80. Una cifra nettamente superiore al valore di mercato stimato attualmente, in circa 18 miliardi di dollari. In particolare, a causa dell’enorme successo di BigG e del social network per antonomasia, Yahoo ha visto un’emorragia di investitori pubblicitari. Aol, dal canto suo, è messa molto male; è, tuttavia, il più grande internet service provider al mondo, con 30 milioni di utenti, e intende allargarsi nei contenuti online. E’ nato a Dulles, in Virgina, nell’83 e, dopo che nel 2000 America Online e Time Warner si fusero, si creò la società di distribuzione di contenuti multimediali più grande al mondo. Che, attualmente, con un valore di 1,6 miliardi di dollari, non naviga in buone acque. Già l’anno scorso l’amministratore delegato di Aol, Tim Armstrong, aveva puntato sulla fusione. Ma Carol Bartz gli aveva chiuso la porta in faccia. Ora che lei non è più al timone del comando, la possibilità torna concreta. Tim Armstrong starebbe sondando il terreno e avrebbe chiesto ad analisti ed esperti di valutare i benefici dell’operazione.