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SCENARIO/ Pelanda: le tre mosse dell’Italia per dare scacco alla crisi

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Ma l’Italia non può in poco tempo rilanciare la crescita interna in volumi sufficienti sia per la tendenza recessiva globale corrente, sia per il protezionismo che ispira la maggioranza di destra oltre che la minoranza di sinistra e per la complessità tecnica di destrutturare un modello statalista-consociativo molto complesso, cosa che richiede tempi lunghi. Pertanto ci vuole un’altra terza mossa per segnalare la mercato che l’Italia eviterà la spirale.

L’unica veramente forte è quella di trasferire la parte disponibile del patrimonio pubblico in un fondo con la missione di usarlo per ridurre il volume del debito. Tale fondo è caricabile con 500-600 miliardi di beni, di cui almeno 200-300 usabili in tempi brevi. Se il mercato vede che l’Italia riesce in un anno a ridurre del 10% il proprio debito totale, che significa anche risparmiare circa 10 miliardi di spesa annua per interessi, allora ridurrà di molto la valutazione di rischio e riporterà la pressione su cose che l’Italia può fare e in tempi che potrà rispettare e ciò eviterà il ricorso a soccorsi che destabilizzano l’Eurozona.

Il punto: l’Italia, volendo, può certamente mettersi a posto da sola, con due mosse che rispettino il binario che le è imposto dal mercato, ma con una terza mossa talmente forte e sorprendente di abbattimento, pur parziale, del debito che invertirebbe l’immagine negativa. E che aiuterebbe l’Eurozona a ristabilizzarsi per la riduzione del rischio che l’incapacità italiana causi l’implosione dell’euro.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
12/09/2011 - ridurre il debito è gia crescita (antonio petrina)

egr prof pelanda un professoressa americana ( Reinhart )ha studiato la crisi bancaria degli usa chiarendo che la riduzione del debito è già crescita ,rectius: la condizone della crescita e quindi forse hanno ragione gli economisti "dentisti" della Luiss ( perdoni il richiamo a Kejnes in "Prospettive ecomomiche dei nostri nipoti") che richiedono crescita e sviluppo per stare tranquilli ( non del governo che è solo regolatore e che deve solo pensare a ridurre il suo debito ( altrimenti altro spending in deficit!) ,ma investimenti di chi ha risorse : le imprese e le amministrazioni pubbliche sane e virtuose). Unicamente la crescita non dello Stato appunto potrà tirarci fuori dallo sforzo di ridurre tutto il debito pubblico ( con avanzo primario dicono i dentisti ,perchè alienare patrimonio pubblico contro debito è una mossa una tantum difficile da realizzare ( rectius: neutrale, perchè alienare senza investire a che pro? ) nonostante le buone intenzioni e tutte le analisi/agende sulle privatizzazioni .Il tagliando sulla crescita è quindi d'obbligo!

 
12/09/2011 - usciamo dall'euro! (francesco scifo)

Il presidente del Consiglio deve prendere l'iniziativa d'indire un referendum sulla permanenza dell'Italia nell'euro. Nessuno ha consultato i cittadini italiani per entrare, che lo si faccia ora! Solo con una svalutazione competitiva possiamo sperare di aumentare la produzione. Dal 2001 l'euro ci ha portato solo crisi e manovre lacrime e sangue: dov'è il vantaggio a rimanerci se c'impedisce di crescere?

 
12/09/2011 - come stimolare la crescita in modo potente (Fabrizio Terruzzi)

le suggerisco io come stimolare la crescita in modo potente. Abolire per qualche anno ogni imposta sul reddito aziendale purchè: gli utili non siano distribuiti bensì reinvestiti, l'impresa non delocalizzi, i compensi ai soci e agli amministratori e loro parenti siano soggetti a dei limiti precisi. Come reperire la disponibilità? Attraverso tagli della spesa e in particolare anche allo stato sociale per le categorie più abbienti. Solo dalla sanità, il cui costo è di 120-130 miliardi di Euro/anno, si potrebbero tranquillamente recuperare almeno 30 miliardi. I risultati: pensi solo all'Enel che entro 3-4 anni azzererebbe i debiti e al nostro sistema industriale indebitato fino al collo che incomincerebbe finalmente a respirare, creando i posti di lavoro necessari per riassorbire quanti saranno messi sul mercato per via dei tagli alla spesa. E pensi all'effetto psicologico (=iniezione di fiducia) sulle aziende del non dover neppure fare la denuncia dei redditi!