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FINANZA/ Forte: ecco il nuovo fondo per salvare Italia e Ue

Pubblicazione:martedì 13 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 13 settembre 2011, 9.10

Foto Ansa Foto Ansa

La giornata di ieri è stata ancora nera per le Borse. Piazza Affari ha ceduto il 3,89%, mentre Parigi e Francoforte hanno perso rispettivamente il 4,03% e il 2,27%. Dopo il terremoto di venerdì scorso, con le dimissioni di Jurgen Stark, membro tedesco del board della Bce, a pesare è stata la situazione della Grecia, i cui conti pubblici continuano ad aggravarsi. E mentre Moody’s è pronta a declassare il rating delle tre principali banche francesi (Bnp Paribas, Crédit Agricole e Société Générale) lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi si riporta intorno a quota 380 punti base, avvicinandosi alle vette record degli ultimi mesi. «Credo - ci spiega Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze - che dovremo abituarci al fatto che questo livello di spread diventerà per noi “fisiologico”, una sorta di “linea del Piave” che non muterà anche se la manovra verrà approvata in tempi rapidissimi».

 

L’andamento dei mercati di ieri è sembrato però molto influenzato dalle vicissitudini della Grecia.

 

Effettivamente la Grecia non sembra in grado di poter raggiungere il pareggio di bilancio senza entrare in una paurosa recessione. È quindi un’economia da assistere e l’Europa dovrà decidere in che modo farlo, dato che le banche europee, in particolare francesi e tedesche, posseggono titoli di stato greci.

 

Ma cosa c’entrano allora i titoli di stato italiani?

 

Poiché tali banche posseggono anche titoli italiani, un loro indebolimento ingenera anche un alto spread sui Btp, in quanto molto probabilmente non vorranno ricomprare i nostri titoli, ma rimanere liquide. Anche perché Moody’s sembra pronta a operare un downgrade del rating delle banche francesi proprio perché poco patrimonializzate. Il nostro spread soffre quindi di questo fenomeno esogeno ed è per questo che penso che non varierà con l’approvazione della manovra di finanza pubblica, salvo interventi della Bce che non sono scontati, anche a seguito delle dimissioni di Stark.

 

A questo proposito, cosa pensa delle dimissioni del membro tedesco del board della Bce?


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