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Economia e Finanza

FINANZA/ Credit Agricole e Societe Generale: ecco spiegati i guai delle banche francesi

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Sono sempre gli analisti finanziari che spiegano: “Queste banche devono mettersi in testa di fornire una spiegazione credibile ai mercati del loro operato. Altrimenti i mercati continueranno a punirle. E quindi ricapitalizzazioni necessarie, indispensabili in questo momento. Ma forse anche un ripensamento del ruolo della banca”.

Sempre ad ascoltare gli operatori e gli analisti si sente dire che ormai, anche nelle banche francesi, più che l’economia conta l’econometria. Sono i matematici che delineano le strategie. Del resto sono stati due matematici a inventare i derivati. Forse la situazione migliora in Bnp, ma di poco, e tutto il settore è in sofferenza, il che fa affermare che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, in questi tempi sventurati.

Non si capisce a questo punto come il presidente Sarkozy sia in linea con Angela Merkel rispetto agli eurobond. Lo scenario che si sta delineando non è poi tanto complicato. Sui debiti sovrani si assiste ormai a una sorta di “guerra tra poveri”, a “un tutti contro tutti”. In più la speculazione parte dall’America verso l’Europa (ed è un’autentica guerra con altri mezzi, per fortuna) e i cinesi aspettano con pazienza sulla sponda del fiume. Aspettano gli eventi finali di una crisi gravissima per scegliere alla fine quale debito finanziare o comprare, o quello europeo o quello americano come stanno facendo da anni.

Chiunque abbia a cuore le sorti dell’Occidente non può che mettersi le mani tra i capelli in segno di disperazione. Anche i fautori della “grandeur” minore francese.

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