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MANOVRA 2011/ Il commercialista: vi spiego cosa cambia con l’Iva al 21%

PAOLO COSTANZO spiega cosa cambia in seguito ad una maggiorazione dell’aliquota Iva dell’1 per cento introdotta dalla manovra finanziaria approvata alla Camera.  

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Per 14 voti, è passata la questione di fiducia sulla manovra finanziaria, con 316 sì e 302 no. Tra le norme più controverse, l’aumento dell’Iva di un punto, con il passaggio dal 20 al 21%. Che, oltre alla classica stangata, quantificabile nell’ordine di qualche centinaio di euro annuali per una famiglia media, produrrà anche altri effetti non troppo gradevoli: «per i professionisti, abituati ad emettere parcelle, non sarà per nulla scontato comprendere il momento in cui dovrà essere applicata l’aliquota del 21%», dice, raggiunto da ilSussidiario.net il commercialista Paolo Costanzo. Resta da vedere, inoltre, chi sarà colpito dall’incremento. Per qualcuno, infatti, sarà effettivamente avvertito e potrebbe pesare, per altri no. «Per le imprese – spiega Costanzo -, ad esempio, non cambia nulla. Incasseranno l’un per cento in più per i prodotti venduti, ma verseranno anche l’un per cento in più all’erario. Per cui, il bilancio finale sarà pari a zero». Cambia il regime per i venditori, «che dovranno aumentare le aliquote dei prodotti acquistati e rivenduti, ma, chi ne risentirà realmente saranno i consumatori finali». Come prima, non sarà prevista un’unica aliquota: «Ce ne sono altre due, al 4 e al 10% che rimangono invariate. Queste vengono applicate sulla maggior parte dei prodotti alimentari». Legato all’aumento dell’imposta, c’è un nodo da dirimere. Un professionista o un'impresa, in che momento dovranno applicare l’aliquota aumentata? La legge, infatti, entra in vigore nel momento in cui viene pubblicata in Gazzetta ufficiale. E se la fattura è stata emessa in precedenza all’entrata in vigore? «Anzitutto, spiega Costanzo, è necessario capire con che velocità sarà applicata la norma. In genere, occorrono 15 giorni di tempo».  A questo punto, le cose si fanno complicate. «Si creerà, in particolare, per i professionisti e per le imprese, una situazione difficile. Secondo il Dpr 633/72 (la legge sull’Iva), per la prestazione dei servizi, infatti, il momento impositivo – il momento, cioè, in cui l’Iva deve essere applicata - è rappresentato alternativamente o dalla fatturazione o dal pagamento; risulta difficile, laddove si è abituati a emettere gli avvisi di notula, o le parcelle - cosa naturale per i professionisti – comprendere il da farsi».