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Economia e Finanza

SCENARIO/ 1. Sapelli: vi spiego il gioco dei "poteri forti" che comandano la crisi

La crisi in corso, spiega nella sua analisi GIULIO SAPELLI, si sta rivelando per ciò che è, ovvero una duplice crisi: economica e della sovranità e quindi della statualità

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La crisi in corso si sta rivelando per ciò che è, ovvero una duplice crisi: economica e della sovranità e quindi della statualità. Con la globalizzazione ascendente, le trasformazioni della sovranità non erano così evidenti: le società si mondializzavano e le economie si interconnettevano trascinando la statualità per i mercati, ma senza provocare scosse alla fondamentale struttura delle nostre credenze.

La crescita fondava il velo di ignoranza che le sorreggevano e i più pensavano che lo Stato continuasse a essere l’elemento fondamentale del nesso tra politica ed economia. Che altro è la statualità se non il monopolio della forza, il monopolio della tassazione e il monopolio di emissione della moneta-reale e simbolica ch’essa sia?

Ebbene, con il diritto d’intervento a fini umanitari eretto a sistema di regolazione dei pesi e delle rilevanze geopolitiche, il monopolio della forza si è trasferito a unità di scopo sovranazionali che sovradeterminano il diritto della dichiarazione di guerra, umanitaria o no ch’essa sia. Di più, la creazione di un mercato globale dei capitali regolato da banche visibili - ossia quotate - e da banche invisibili (shadow banks), ossia non quotate ma attivissime nell’allocazione e circolazione del capitale attraverso dark pools, entità di scopo finanziario adatte a veicolare valori simbolici a fronte di un’estesissima collateralizzazione del debito e di altissima leva di rischio, a fronte di tutto ciò anche l’emissione di moneta simbolica degli stati è stata sottratta agli stati medesimi dalla istituzionalizzazione esoterica - dark states - delle banche universali collocanti i titoli di stato. Questa è la trasformazione che, oggi, la globalizzazione che declina ha reso evidente ai più.

Questa è l’evidenza costituzionalmente più rilevante della crisi in corso: le banche centrali che continuano a esistere anche laddove, come in Europa, vige una banca centrale sovranazionale dello Zollverein che funziona da creditore in ultima istanza nonostante lo statuto che la regola (stabilità e niente crescita tra i suoi obbiettivi istituzionali), le banche centrali nazionali non collocano più direttamente sul “mercato” titoli di stato, ossia non lanciano più il debito pubblico nello spazio delle popolazioni organizzative che lo abitano creandolo direttamente, ma attraverso le unioni di fatto delle banche universali che affrontano il rischio di una pericolante statualità collegando le monete simboliche statutali a collaterali, credit default swaps et similia che debbono proteggere le banche collocanti dai rischi a fronte degli acquisti: la sovranità degli stati è appesa alle fila della collateralizzazione della nuova banca universale che non fa più margini concedendo credito alle attività dell’economia reale, ma vendendo ad altissimo rischio per i depositanti (ignari e bastonati) prodotti finanziari: i titoli di stato si sono trasformati in prodotti finanziari.


COMMENTI
14/09/2011 - Interessante ma oscuro... (Andrea Staiti)

Interessante questo articolo. Tuttavia, proprio considerando la rilevanza del tema, sarebbe utile provare a scrivere usando uno stile e un lessico comprensibile anche a chi non e' plurilaureato in diverse discipline economico/finanziarie...

 
14/09/2011 - articolo (pia ripamonti)

grazie per lo splendido articolo, lo segnalerò il più possibile, Pia Ripamonti

 
14/09/2011 - Grazie Sapelli (Diego Perna)

Spesso la gente comune, chi lavora, chi vive nella realtà per intenderci, non riesce a spiegare il proprio disagio di fronte a ciò che gli succede. Il cambiamento in atto, così repentino, che tutti per convenzione chiamiamo crisi, è ben descritto nel Suo articolo,e rende più comprensibili i motivi del mio disagio. Secondo me ci stiamo approssimando a passi veloci verso una "terzomondializzazione" che non sarà più solo in quei paesi del terzo mondo, appunto, ma distribuito su tutto il globo, frutto di una globalizzazione che unisce e unirà sempre più i poteri forti. Avremo sempre più poveri e disoccupati, oppure se vogliamo, schiavi, persone private della loro dignità e libertà così come già accade. Non spero più nei politici da molto tempo, sopratutto di quelli che vedo sempre sorridenti nei Tg, o arroganti al limite della sopportazione umana, ma voglio credere che il germe umano del vivere liberi e di creare condizioni migliori per noi e i nostri figli, ci darà il coraggio di cambiare le cose, in un modo o nell'altro, perché vivere da schiavo non è nella natura dell'uomo; diciamoglielo a tutti quelli che credono di essere immortali e sperano che pian piano ci abituiamo ad esserlo o che già lo stiamo facendo. Buona Giornata