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SCENARIO/ 1. Sapelli: vi spiego il gioco dei "poteri forti" che comandano la crisi

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Mi dicono che tutto dipende dal debito pubblico: rispondo che il Belgio ha un debito pubblico immenso e un’assenza del governo da quasi 500 giorni, eppure non è scelto come bersaglio dall’oligopolio finanziario mondiale. E il Giappone, che pure ha il debito pubblico più elevato del mondo, non cresce per la deflazione e non per il peso del debito.

Certo: il debito pubblico lega le mani agli stati che scagliano nei mercati la loro necessità di finanziarsi per far fronte alle crisi di rappresentatività e di efficienza di un welfare statolatrico mentre si schiantano sotto il peso dei calibri speculativi delle banche universali che gli stati stessi non vogliono spezzare o ridurre. Il tutto si avvoltola attorno l’arcolaio di una storia senza fine di una globalizzazione che ha distrutto ogni senso di giustizia. Nessuno sa più che cosa sia la giustizia, tutti sanno che cos’è il debito pubblico…



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COMMENTI
14/09/2011 - Interessante ma oscuro... (Andrea Staiti)

Interessante questo articolo. Tuttavia, proprio considerando la rilevanza del tema, sarebbe utile provare a scrivere usando uno stile e un lessico comprensibile anche a chi non e' plurilaureato in diverse discipline economico/finanziarie...

 
14/09/2011 - articolo (pia ripamonti)

grazie per lo splendido articolo, lo segnalerò il più possibile, Pia Ripamonti

 
14/09/2011 - Grazie Sapelli (Diego Perna)

Spesso la gente comune, chi lavora, chi vive nella realtà per intenderci, non riesce a spiegare il proprio disagio di fronte a ciò che gli succede. Il cambiamento in atto, così repentino, che tutti per convenzione chiamiamo crisi, è ben descritto nel Suo articolo,e rende più comprensibili i motivi del mio disagio. Secondo me ci stiamo approssimando a passi veloci verso una "terzomondializzazione" che non sarà più solo in quei paesi del terzo mondo, appunto, ma distribuito su tutto il globo, frutto di una globalizzazione che unisce e unirà sempre più i poteri forti. Avremo sempre più poveri e disoccupati, oppure se vogliamo, schiavi, persone private della loro dignità e libertà così come già accade. Non spero più nei politici da molto tempo, sopratutto di quelli che vedo sempre sorridenti nei Tg, o arroganti al limite della sopportazione umana, ma voglio credere che il germe umano del vivere liberi e di creare condizioni migliori per noi e i nostri figli, ci darà il coraggio di cambiare le cose, in un modo o nell'altro, perché vivere da schiavo non è nella natura dell'uomo; diciamoglielo a tutti quelli che credono di essere immortali e sperano che pian piano ci abituiamo ad esserlo o che già lo stiamo facendo. Buona Giornata