BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

BORSE/ Mercati in recupero, ma non si tratta di rimbalzo (il punto con Wall Street)

I mercati sembrano in ripresa. L’apertura è stata buona e nel corso della mattinata, il rialzo, che si era già evidenziato ieri, ha preso maggior corpo

Foto AnsaFoto Ansa

I mercati sembrano in ripresa. L’apertura è stata buona e nel corso della mattinata, il rialzo, che si era già evidenziato ieri, ha preso maggior corpo. Piazza Affari, a metà giornata vede il Ftse Mib a una quota sui 14300 punti che in questo momento potremmo dire quasi accettabile. Ma non è solo Milano ad andare bene con il suo listino. Anche il Dax tedesco guadagna oltre due punti, così come il Cac 40 francese, nonostante le sue banche siano al centro di giudizi poco rassicuranti.

Non c’è al momento una spiegazione logica a questa risalita. Considerando che non si può parlare di alcun rimbalzo. Una settimana fa piazza Affari era vicina ai 15000 punti, poi in tre sedute ha bruciato oltre mille punti, andando a ridosso dello sfondamento al basso dei 13000 punti. E le altre Borse europee seguivano lo stesso trend ribassista. Non si può nemmeno dire che ci siano notizie confortanti sul piano macroeconomico, su una possibile ripresa della crescita. Proprio oggi la Banca centrale europea, nel suo bollettino mensile, si rivolge ai paesi membri perché siano pronti a misure aggiuntive, soprattutto nella spesa, per raggiungere il pareggio di bilancio.

La Bce fa poi un richiamo a Italia e Spagna. Decidendo di ritornare ad acquistare titoli di Stato, la Bce “ha preso nota, fra l’altro, degli annunci di Italia e Spagna riguardo alle misure e alle riforme da adottare” e “dell’impegno dei governi dell’area euro a raggiungere i rispettivi obiettivi di bilancio”. In più la Bce fa presente che la crescita è molto lenta e le stime possono essere ancora ribassate.

Notizie poi non positive vengono dal “fronte greco”. La conference-call di ieri tra Merkel, Sakozy e Papandreu non ha di fatto risolto nulla e soprattutto non ha chiarito. Si discute, si tratta, ma non si capisce ancora quale possa essere il destino della Grecia: se al di fuori della zona euro oppure se ancora all’interno.

Tutto questo provoca inevitabilmente l’ipotesi di scenari intorno a cui si discute in questi giorni: la Grecia può essere l’esempio che scatena l’effetto domino? Quello che alla fine travolgerà Portogallo, Spagna e magari anche l’Italia? E se i mercati avessero già messo in preventivo tutto questo? Se si muovessero come nella proiezione di un possibile scenario che potrebbe realizzarsi fra tre mesi? Le vecchie regole dei mercati dicevano proprio questo: i mercati anticipano la situazione di tre mesi.