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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco perché la Cina non vuol salvare l’Italia

Wen Jiabao e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)Wen Jiabao e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Insomma, tanti proclami, ma alla fine lo sbandierato sostegno cinese alla Grecia che andrebbe avanti da quasi due anni non è riuscito a evitare il default di un Paese che ha un debito di soli 330 miliardi di euro. Come possa mettere in sicurezza i nostri 1,6 trilioni di euro di debito, quindi, appare un mistero nel mistero. Tanto più che se alla Cina stanno così a cuore le sorti dell’Europa, potrebbe acquistare in un solo colpo i 156 miliardi di euro di debito del Portogallo e bloccare immediatamente almeno il contagio alla Spagna: ma di salvataggi lusitani nessuna traccia dopo il bagno passato.

Certo, la Cina può avere interesse a diversificare i suoi investimenti dai Treasuries statunitensi, ma è tremendamente prudente nel farlo e, soprattutto, se anche un po’ di yuan andranno a finanziare il debito europeo, questo non significa che sia un intervento strutturale e con una ratio. Il problema serio, sgombrato il campo dall’ennesima bufala del “cavaliere bianco” cinese, a mio avviso è che il Tesoro italiano ha anche emesso 1,2 miliardi di euro di bonds a 9 anni al 4% di interesse e contrattati a 90,2, uno sconto di 10 punti sulla maturazione a settembre 2020.

Ovviamente la gran parte degli acquisti è servita come ricopertura per posizione short di cds sul debito italiano a 10 anni contratti l’anno scorso, ma un tasso di sconto tale parla la lingua di una Stato che emette debito junk e non sovrano. Non voglio peccare in pessimismo, ma questo è un segnale proprio brutto brutto.

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