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FINE DELL’EURO?/ 1. Fortis: no, rafforziamo l'euro per aiutare l'Italia

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Non credo che sia questa la strada da seguire. Piuttosto, è la governance dell’euro che dovrà essere rafforzata. Ma quello che in pochi finora hanno compreso è che i veri rischi vengono dal fatto che il patrimonio privato della Grecia è pari alla metà del suo Pil, mentre il patrimonio privato solo finanziario in Italia è pari a 1,7 volte il Pil. È questo il motivo per cui vediamo che tutti i giorni si prospettano nuove difficoltà per Atene, con il rischio che i fondi che dovrebbero aiutare la Grecia non possano essere erogati perché non sono state soddisfatte alcune richieste relative al riordinamento dei conti del Paese. Ma la stessa Germania, dove ci sono degli atteggiamenti populistici contrari al salvataggio dei Paesi deboli, deve rendersi conto del fatto che anche le loro banche hanno difficoltà con i paesi emergenti. Spaccando quindi l’euro in due, uno forte al nord e uno debole al sud, o addirittura con il ritorno alle monete nazionali, la Germania avrebbe una perdita di competitività gigantesca e immediata con maggiori difficoltà nell’esportare i suoi prodotti.

 

Quali sono quindi gli strumenti da adottare per salvare l’euro?

 

Sono un sostenitore degli Eurounionbond (Eub), nella modalità prospettata da Romano Prodi e da Alberto Quadrio Curzio. Non si tratta quindi di “annacquare” il debito dei paesi con i conti meno in ordine. Al contrario, è una soluzione in cui i grandi paesi partecipano in modo fondante allo scenario europeo del Ffe, il cui capitale sarebbe costituito da riserve auree e quote di partecipazione delle società pubbliche. La mia proposta, però, è di non ricorrere a delle generiche quote di società pubbliche, bensì a quelle che gestiscono le grandi reti. Cioè degli asset che non perdono valore e sono estremamente solidi. Inoltre, la finalità degli eurobond sarebbe proprio quella di andare a finanziare grandi progetti infrastrutturali delle reti. Quindi ha molto senso che ci sia un conferimento di quote di queste società nel capitale iniziale del Ffe.

 

Quale sarebbe l’ammontare del fondo europeo?


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