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BORSE/ La maxi liquidità rilancia le piazze (il punto con Wall Street)

Ultimo giorno della settimana e momento positivo sia per Piazza Affari che per le altre borse europee. Ha sicuramente giovato l'innesto di liquidità da parte delle banche centrali

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Apre di nuovo bene Piazza Affari, così come le altre Borse europee. C'è stato un attimo di incertezza su alcune piazze in prima mattinata, come Parigi ad esempio, ma poi il rialzo si è consolidato. Evidentemente l'intervento di iniezione di liquidità in dollari, fatto dalle cinque banche centrali più importanti del mondo, ha ridato fiducia ai mercati. Se i dati di metà giornata dovessero confermarsi in chiusura di seduta, per Milano sarebbe il quarto giorno consecutivo di trend rialzista. Il Ftse Mib si è attestato sui 14mila e 800 punti, pareggiando la quota di giovedì della scorsa settimana, prima del tondo a cavallo dell'ultimo weekend. Anche l'atmosfera tra i ministri dell'eurozona sembra più distesa. Alla riunione dell'Ecofin di Varsavia si è posto il problema della Grecia, of course, ma in termini costruttivi. Il “caso greco” sembra alle battute finali, in un senso o nell'altro, ma la sfiducia dei giorni scorsi si è attenuata. Alla riunione dell'Ecofin di Varsavia partecipava anche il segretario al Tesoro americano, Timothy Geitnher, presenza importante in un momento come questo, dove si chiede all'Occidente maggiore coordinazione a tutti i livelli tra i governi. E il fatto è diventato ancora più significativo perché è arrivato il giorno successivo all'intervento delle banche centrali. Ultimo fatto di una certa importanza è la dichiarazione del presidente dell'Eurogrppo Jean Claude Junker: “Tutti noi pensiamo che le autorità italiane hanno fatto il possibile e hanno preso misure di cui siamo sodisfatti”. Junker ha aggiunto una nota incoraggiante: “Non ci sono segnali chiari di rallentamento dell'economia globale”. Per terminare la settimana, quasi in festa, la Cancelliera Angela Merkel ha detto che il pil tedesco per il 2011 sarà più vicino al più 3 percento piuttosto che al 2,5. Il tutto sarebbe positivo se la Merkel, che parlava all'associazione degli artigiani tedeschi, non fosse alla vigilia di una nuova tornata elettorale (rischiosa) e non avesse ripetuto come in un stanco ritornello, la sua opposizione agli eurobond.