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EUROGRUPPO/ Juncker: soddisfazione per la manovra italiana

Pubblicazione:venerdì 16 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Si è conclusa la riunione dell’Eurogruppo, la conferenza che vede radunati i ministri delle Finanze dell’area euro. Per la prima volta vi ha preso parte anche il  segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Timothy Geithner. Tra i temi più spinosi, quello del salvataggio della Grecia, sempre più sull’orlo del default. Tempo addietro era stato sottoscritto un pacchetto di aiuti al quale avrebbero preso parte anche finanziatori privati che avrebbero comprato i suoi titoli in cambio della garanzia di una serie di misure restrittive all’insegna dell’austerity per dimostrare la propria responsabilità. Ora l’Eurogruppo ha concesso alla Grecia una proroga di due settimane per definire ulteriori misure di contenimento del debito per ottenere la tranche da 8 miliardi.

A frenare, la Slovacchia, contraria al provvedimento, mentre Finlandia, Austria Olanda e Slovenia pretendono ulteriori rassicurazioni sulla capacità di saldare i propri deviti.

Altra nota cruciale della riunione, il calmieramento dei danni della crisi, e la limitazione del contagio. Il segretario al Tesoro, dopo aver assistito alla riunione, ha invitato ha formalizzato la richiesta di aumentare il fondo “salva-stati” (Efsf), manifestando la sua contrarietà all’idea di una tassazione sulle rendite finanziarie. «E’ molto spiacevole – ha aggiunto - notare non solo che esistono divisioni tra i ministri europei ma anche tra i governi e la Bce» 

Il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, replicando con stizza che l’aumento del fondo non si discute con  un «non membro» del gruppo, ha dichiarato: «Ora ci sono chiari segnali di rallentamento globale dell'economia», specificando che la nuova tranche di aiuti alla Grecia sarà decretata di comune accordo tra l’Unione europea, la Bce e l’Fmi.

Rispetto alla situazione italiana ha espresso soddisfazione per l’attuazione della manovra finanziaria, riconoscendoci di aver fatto tutto il possibile per dare un segnale di fiducia al mercato.

  


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