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FINE DELL’EURO?/ 2. Quadrio Curzio: salviamoci con gli Stati Uniti d’Europa

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È la terza osservazione, che in parte spiega le anomalie emerse dalle due precedenti. Il dollaro rimane la valuta di riserva mondiale, l’unità di conto dei prezzi delle materie prime e del commercio mondiale. Quindi chi compra titoli in dollari, pensa che comunque il dollaro rimarrà questa valuta cardine. Nel corso della storia, però, tra la fine dell’800 e i primi 15 anni del ‘900, il dollaro ha rimpiazzato la sterlina su scala mondiale. Potrà in futuro il dollaro essere scardinato dallo Renminbi cinese? Il giudizio molto secco dell’agenzia di rating cinese sull’America è di una severità che nessuno in Europa oserebbe avere. L’interesse che la Cina sta manifestando verso l’Europa va al di là della contingenza e si configura come una potenziale volontà che l’Europa rimanga un polo con una valuta importante?

 

È da questo che dipenderà il futuro dell’euro?

 

Diciamo che la mia risposta non è né “penso che l’euro collassi”, né “penso che non collassi”. Se guardo ai fondamentali di Eurolandia non c’è nessun motivo per cui dovrebbe dissolversi la moneta unica. Ma se all’ultima domanda che ho fatto e che ho lasciato volutamente aperta, si rispondesse di no, allora è possibile qualsiasi scenario, anche il più catastrofico.

 

Resta il fatto che le vere differenze tra Usa e Ue non sono economiche o finanziarie, bensì politiche...

 

Sì, e la più importante è che gli Usa hanno un governo federale, mentre l’Europa non ce l’ha. Proprio per questo, per evitare la crisi dell’euro, propongo innanzitutto l’introduzione degli Eurounionbond, basati su garanzie reali come oro e azioni di reti infrastrutturali europee. Cioè non su soldi veri, bensì su beni veri. L’altro elemento indispensabile per evitare che l’euro finisca in un vicolo cieco è creare un presidente del Consiglio di Eurolandia diverso dal presidente dell’Ue, oltre a un presidente dell’Eurogruppo che non sia un ministro in carica in uno dei Paesi membri e che duri in carica cinque anni. Quindi due organi confederali: un presidente e un ministro dell’Economia di Eurolandia.

 

Quali dovrebbero essere le loro funzioni?

 

Accelerare notevolmente l’esecutività delle decisioni prese. Prima dell’estate si è scelto di ampliare la dotazione del fondo di sostegno, consentendo a quest’ultimo strumento di comperare titoli di Stato sul mercato secondario. Ma le modifiche di statuto saranno ratificate non prima della fine dell’anno. Passano sette mesi, un tempo enorme per le circostanze attuali, e come se non bastasse la Slovacchia minaccia di opporsi. Allora bisogna introdurre un sistema di voto in Eurolandia che sia ponderato al Pil dei diversi Paesi, perché altrimenti si può anche rimanere ostaggi di paesi piccolissimi, ed è un rischio che Eurolandia non si può permettere.

 

In che senso?