BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

MANOVRA/ Bertone: ecco i numeri che ci condannano a una nuova finanziaria

Giulio Tremonti (Foto Ansa) Giulio Tremonti (Foto Ansa)

In assenza di questa spinta al Pil, l’obiettivo del risanamento non può che essere tentato attraverso sacrifici sul fronte delle entrate, perché ai tagli di spesa, in una situazione politica e amministrativa così farraginosa, non ci crede nessuno. Ma nuovi sacrifici fiscali, in un Paese che già deve fare i conti con una pressione fiscale record, non possono che tradursi in minori consumi, minori investimenti e, in prospettiva, minor crescita.

Senza dimenticare che la situazione, se si esce dalla cornice delle statistiche per addentrarsi nella cronaca, risulta ancor più complicata. Il caso di Irisbus, la società di Fiat Industrial che si avvia a chiudere i battenti per l’assenza di domanda di mezzi pubblici da parte di Comuni stremati e in bolletta, è un esempio clamoroso ed esemplare di quanto sta accadendo in buona parte del Paese. Migliaia di artigiani che attendono da centinaia di giorni i pagamenti delle pubbliche amministrazioni stanno imitando l’esempio della Fiat: quando possono, chiudono i battenti. Senza l’inutile balletto dei tavoli ministeriali, delle proteste davanti alle telecamere o lo stupore, un po’ patetico, dei maggiorenti che gridano al “tradimento”.

Non ci vuol molto a capire che una fabbrica senza domanda non può che chiudere i battenti. Ci vuole, al contrario, molto per trovare i fondi necessari perché i Comuni tornino a rinnovare il parco dei bus invece che riempire gli uffici delle varie aziende trasporti di parenti o sodali di partito.

È possibile che l’Europa ritrovi, con una certa fatica, la strada della ripresa. Molto potranno fare le banche centrali. Ancor di più l’Unione europea, se passerà la strategia di usare in funzione anticiclica i quattrini raccolti dal fondo salva-stati. Ma questo non risolverà i problemi di casa nostra se non tornerà a imporsi una filosofia della crescita. Altrimenti si allargherà ancor di più lo spread. Non quello, pur importante, che misura la distanza tra Btp e Bund, ma quello che misura la distanza tra le economie reali.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
16/09/2011 - Liberali solo di nome (LUIGI BAGALINI)

Penso che l'unica soluzione sia quella di liberarci di questi incapaci al governo. Non sono altro che contabili e succubi delle lobby che li finanziano. Li ho votati,e per questo mi sento responsabile di questo schifo. Ha ragione Bersani quando afferma che le uniche liberalizzazioni le ha fatte lui. Dov'è finita la norma che permetteva alle parafarmacie di diventare Farmacie pagando 300.000 euro? Soldi che entravano nelle casse statali in maniera facile producendo un miglioramento del servizio vista la maggiore concorrenza. La motivazione della cancellazione del provvedimento chiarisce con chi abbiamo a che fare: "Perchè questo riguarda la salute dei cittadini". Come se la laurea in farmacia che DEVE avere un titolare di parafarmacie non fosse uguale a quella di un suo collega appartenente alla lobby dei farmacisti. Liberalizzare gli orari dei negozi SOLO nelle zone turistiche è inutile in quanto sono già LIBERI, per ordinanze comunali. (avendo un negosio in un lungomare lo so bene)sarebbe semmai da farlo dappertutto. La riforam radicale della giustizia civile che è uno dei principali motivi della mancanza di investimenti stranieri in Italia dov'è? No, qui si parla di intercettazioni. E gli ordini professionali? che si è fatto? Invece che buttare soldi nei finanziamenti a fondo perduto (14 mld l'anno) perchè non prevedere forti agevolazioni fiscali alle nuove ditte che producono reddito e lavoro? I costi della politica? Il vero popolo delle libertà? ahimè Bersani!