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CARO PREZZI/ Codacons: con aumento Iva rischio stangata da 385 euro a famiglia

Pubblicazione:sabato 17 settembre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Oggi in Italia è entrato in vigore l’aumento dell’Iva dal 20% al 21% come previsto dall’ultima manovra finanziaria approvata mercoledì dalla Camera dei deputati. Oggi il Codacons, associazione dei consumatori, ha comunicato che tra aumento dell’Iva e arrotondamenti vari, già il 35% dei negozianti ha aumentato il listino dei prezzi, in particolare i benzinai, che hanno provveduto ad aggiornare i prezzi dei carburanti alla pompa. Il Codacons ha monitorato la situazione in dieci città italiane e segnala che i rincari si sono avuti principalmente nei piccoli negozi e i beni più colpiti sono stati quelli per la pulizia della casa o l’igiene personale, generalmente di piccolo importo. Gli aumenti maggiori si sono avuti a Milano, Venezia e Napoli. Secondo l’associazione dei consumatori, i rincari potrebbero portare a una “stangata” da 385 euro per ogni famiglia, soprattutto se i rincari non si fermeranno ai beni cui è sottoposto l’aumento dell’aliquota Iva.

Secondo Federalimentare, invece, l’aumento dell’Iva comporterà un incremento di spesa per le famiglie italiane pari a 50 centesimi al giorno, ovvero 180 euro l’anno, solo per i prodotti alimentari, un terzo dei quali subiranno l’aumento dell’aliquota. Si tratta in particolare di: acqua minerale, vino, tè, caffè e birra. Il timore dell’associazione di categoria è che con questi aumenti gli italiani diminuiscano il consumo di beni alimentari.

Un capitolo a parte lo meritano le bollette energetiche, telefoniche e internet. Il Codacons ricorda infatti che gli aumenti dovranno scattare solo dalla Mezzanotte e invita i consumatori a controllare che i gestori non mettano in atto rincari ingiusti e anticipati. Proprio per questo, l’associazione dei consumatori sta già predisponendo un esposto a 104 Procure della Repubblica sparse su tutto il territorio nazionale, affinché si indaghi su eventuali rincari ingiusti delle bollette, che potrebbero addirittura configurare ipotesi penalmente rilevanti, come l'appropriazione indebita.

Per quanto riguarda l’aumento dell’Iva sui già alti costi dei carburanti, le associazione dei gestori hanno chiesto al governo di imporre alle compagnie petrolifere l’assorbimento dell’aumento del prezzo di benzina e gasolio.


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