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VERTICE ECOFIN/ Anders Borg (Svezia): "La manovra va nella giusta direzione, ma ancora molta strada da fare"

Alla conclusione del  vertice Ecofin, il ministro delel finanze svedese rilascia dichiarazioni dubbiose sul futuro del nostro Paese nonostante l'approvazione della manovra finanziaria

Foto Ansa Foto Ansa

Il vertice Ecofin si è concluso. Secondo il ministro delle finanze svedese, Anders Borg, la manovra varata dal governo italiano va nella direzione giusta. Il problema, ha aggiunto, è che per l'Italia c'è ancora molta strada da fare.  "In Italia" ha detto il rappresentante delle finanze svedesi "c'è un problema di debito piuttosto importante. La visione di lungo termine è ovvia: l'Italia deve rafforzare la crescita e la sostenibilità dei conti. Ha bisogno di un sostanziale surplus primario e ha anche un problema di implementazione delle misure già annunciate, specialmente sul versante delle spese. Credo ci sia ancora molto da fare su questo: ciò darebbe credibilità". Sono parole che sembrano distanziarsi da quanto invece aveva detto ieri  il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker parlando a nome dei diciassette Paesi membri che aveva approvato quanto messo in atto dal nostro governo, dicendo che le autorità italiane avevano preso misure di cui sentirsi soddisfatti. Anche il nostro ministro dell'economia, Giulio Tremonti, parlando brevemente con i giornalisti prima di ripartire verso l'Italia, ha espresso un suo parere. E il parere di Tremonti è che il futuro dell'economia non solo italiana ma di gran parte dell'Europa dipende dalla Germania. Le scelte che verranno fatte nei prossimi giorni presenteranno lo scenario futuro, ha aggiunto. "Questi Ecofin informali servono per discutere, non per decidere. In questo momento molto dipende dalla Germania, dalle decisioni e posizioni che verranno prese in quel Paese nei prossimi giorni" ha detto poi Tremonti. Tornando a parlare di Germania, il ministro ha spiegato che la Germania divide l'Europa con la sua opposizione agli Eurobond e resistendo all'uso della Banca centrale Europea "come salvadanaio dei Paesi in difficoltà". Una visione in 3D: è ciò che Tremonti spiega ci sarebbe bisogno: "Abbiamo la piattaforma del pareggio di bilancio, su quella dobbiamo disegnare una visione per il prossimo decennio. Possibilmente una visione in 3D , viva e moderna".

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