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MANOVRA/ Così la Robin Tax minaccia i consumatori italiani

Nella manovra finanziaria è previsto anche l’aumento della tassazione per le società del settore energetico. GUIDO BORTONI ci spiega le conseguenze che potrebbe avere per i consumatori

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La manovra finanziaria è ormai diventata legge dello Stato grazie alla sua conversione prima al Senato e poi alla Camera. Tra le misure previste ve n’é una che ha fatto e continuerà a far discutere: la maggiorazione dell’Ires per le imprese del settore energetico, già ribattezzata Robin Hood Tax. Il timore, infatti, è che possa tradursi in rincari sulle bollette degli italiani o influire negativamente sulla capacità di investimenti degli operatori del settore. Con Guido Bortoni, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas cerchiamo di capire quali impatti potrà avere questa nuova tassa.

Cosa potrà fare e in che modo agirà l’Autorità per salvaguardare dalle ricadute che la Robin Hood Tax potrebbe avere sui costi energetici di imprese e famiglie?

Nella nostra recente segnalazione a Parlamento e Governo, abbiamo sottolineato che l’aumento dell’Ires e la sua applicazione sulle attività a mercato e a rete, può indurre una riduzione degli investimenti e, di conseguenza, dell’offerta, con effetti diretti sui prezzi e il rischio di un impatto negativo sui consumatori. Inoltre, abbiamo ugualmente segnalato come la vigilanza sul divieto di traslazione risulti difficile e laboriosa sia dal punto di vista metodologico e dell’onere della prova, sia perché la legge non ha assegnato all’Autorità espliciti poteri sanzionatori e prescrittivi. Per questo, in mancanza di uno strumento adeguato di controllo, l’Autorità si è resa disponibile ad approfondire strade ulteriori che perseguano gli obiettivi delle disposizioni di legge.

Siamo di fronte a una situazione difficile a livello finanziario e geopolitico e il settore dell’energia non è immune: quali correlazioni possiamo attenderci?

Come i mercati finanziari, anche i mercati dell’energia stanno vivendo una stagione di grande incertezza che appare destinata a protrarsi, condizionando ogni scenario di previsione. Incertezza che, in un settore come quello dell’energia particolarmente capital intensive e con focale necessariamente “lunga”, presenta profili di grande criticità; rispetto ai settori “short term” può infatti condurre a erronee scelte di investimento oltre che di gestione degli impianti, con riflessi negativi per l’intero sistema economico, di cui il settore energetico rappresenta il motore.

In Italia c’è un forte fabbisogno di investimenti infrastrutturali energetici (gasdotti, rigassificatori, elettrodotti). Quale “ricetta” occorre per far sì che questi investimenti possano essere fatti (specie in tempi economici non facili), possibilmente senza che abbiano un impatto sulle bollette?