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MANOVRA/ Alemanno incontra Bersani: "Testo inaccettabile, va bocciato"

Il sindaco di Roma Alemanno incontra Bersani e boccia il testo della manovra. Contro anche Renata Polverini e la Confindustria. Berlusconi assicura il pareggio di bilancio

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E' il sindaco di Roma Gianni Alemanno l'esponente di maggioranza più scatenato contro la nuova formulazione della manovra finanziaria. Oltre ad aver partecipato insieme a circa duemila sindaci alla manifestazione milanese contro i tagli ai comuni, ieri si è incontrato nella sede del Pd romano con il segretario Pierluigi Bersani e la delegazione Anci. Al termine, parole dure del sindaco della capitale che boccia praticamente in toto il testo della finanziaria definendolo inaccettabile. Dobbiamo batterci, ha aggiunto, andremo anche a Palazzo Chigi e presenteremo le nostre richieste di modifiche: "I nuovi testi presentati sono assolutamente non soddisfacenti e inaccettabili. Contiamo di avere ascolto anche in sede parlamentare" ha aggiunto. In particolare Alemanno critica l'emendamento per i piccoli comuni, definito peggiore persino del testo originale. Alemanno chiede un impegno bipartisan dei sindaci per questa battaglia. Oltre ai comuni, anche le Regioni. Per Renata Polverini presidente della regione Lazio, una manovra insostenibile perché "agganciata a due precedenti manovre che già di fatto hanno reso difficile, se non impossibile, per le Regioni continuare ad esercitare le prerogative che la Costituzione le assegna in particolare sui servizi, ricordo il trasporto pubblico locale sul quale ancora non abbiamo ottenuto le risposte che ci aspettavamo e sulla quale avevamo avuto garanzie dalla precedente manovra". Intanto il capo del governo Silvio Berlusconi ha definito "criminale e anti italiana" la reazione dell'opposizione alla manovra. Ha detto che l'Italia rispetterà i saldi dei bilanci previsti e che nel 2013 il bilancio sarà portato in pareggio come previsto dagli impegni europei.  Ieri Berlusconi era a Parigi per un vertice internazionale sulla crisi economica dove ha avuto incontri con il presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e il cancelliere tedesco Angela Merkel. Tra le altre cose, ha difeso nuovamente l'ipotesi di alzare l'Iva al 22%, magari solo per tre mesi: "L'aumento dell'Iva è una riserva noi non l'abbiamo utilizzata, ma passando dal 20 al 21 per cento ci sono 4 miliardi in più nelle casse che sono a disposizione e che il presidente del Consiglio con un decreto può attuare da un momento all'altro. È una clausola di salvaguardia assoluta per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013".