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FINE DELL’EURO?/ 3. Savona: salviamo l'euro dalla Germania

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Angela Merkel (Foto Ansa)  Angela Merkel (Foto Ansa)

Fino a poco tempo fa sì, ma lo stesso non è avvenuto nei commerci intercontinentali. Purtroppo l’eccesso di dollari che finiva nelle mani dei cinesi era convertito in euro sul mercato. Questo rivalutava l’euro e quindi scoraggiava le esportazioni dell’area euro. Mentre la Bce si rifiutava di convertire i dollari in euro fuori mercato, come avrebbe dovuto fare, in modo tale che le conversioni cinesi non rivalutassero l’euro e non scoraggiassero quindi le nostre esportazioni. La Bce cioè, che aveva una mentalità tedesca, si comportava con criteri di ortodossia monetaria che il mondo moderno non reggeva.

 

L’unificazione politica dell’Europa è un obiettivo davvero fattibile?

 

Purtroppo allo stato attuale no, ma nello stesso tempo non si può abbandonare l’euro. E i danni che si dovranno pagare per questa situazione saranno crescenti.

 

Quindi è una situazione senza via d’uscita?

 

Senza via d’uscita se non cambia la mentalità politica dei governi europei. Ciò che occorrerebbe fare è introdurre l’elezione diretta del Parlamento Ue, creare un governo europeo e riorganizzare l’assetto dell’Europa con una formula federale. Va cioè seguita la stessa strada che alla fine del XVIII secolo hanno percorso gli Stati Uniti. Poi si può disquisire se preferiamo il modello federale degli Usa o quello confederale della Svizzera. Ma la realtà è sostanzialmente la stessa: occorrono una politica monetaria comune, una politica fiscale statale e si deve decidere quali altre funzioni può svolgere il governo centrale dell’Ue. In Svizzera, per esempio, la confederazione controlla le forze armate e la politica estera. È la direzione verso cui stava andando anche l’Ue, con la creazione del ministro degli Esteri europeo e l’ipotesi di una forza militare comune. Mettendo insieme difesa e politica estera, con tutte le conseguenze che questo comporta, si ha già una forma di Stato.

 

La Cina potrebbe favorire il salvataggio dell’euro, o in realtà punta a farlo cadere?

 

La Cina ha 3,2 trilioni di miliardi di dollari equivalenti, di cui il 20/25% in euro, e quindi non ha interesse che crolli nessuna delle due valute. Almeno finché il Renminbi non sarà pronto a prendersi l’eredità del dollaro, oppure finché, come proposto ufficialmente più volte dalla Banca Centrale del Popolo Cinese, non si passi a un diritto speciale di prelievo che svolga effettivamente la funzione di moneta internazionale.

 

Sempre che la nuova moneta internazionale non diventi il Renminbi …


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