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Economia e Finanza

FINE DELL’EURO?/ 3. Savona: salviamo l'euro dalla Germania

La debolezza che sta attraversando l’euro, secondo PAOLO SAVONA, è dovuta alla mancanza di un’unica struttura europea e a gli errori fatti in passato sotto la guida della Germania

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

«L’euro senza un’effettiva unione politica tra gli Stati europei fa solo danni». Lo sostiene Paolo Savona, economista e Presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), secondo cui la debolezza della moneta unica risiede nel fatto che dietro di sé ha molti Stati e non uno solo. Ciò che occorrerebbe è un cambiamento di mentalità dei governi europei per andare verso la sola soluzione possibile: gli Stati Uniti d’Europa con un unico governo finanziario, un esercito e una politica estera comune.

Savona, nel lungo periodo l’euro sopravviverà agli attacchi o si dissolverà?

Dopo tutti gli impegni che sono stati presi dai governi europei, che hanno sborsato anche cifre ingenti, non ritengo che l’euro possa dissolversi. Però i danni che produrrà in una situazione come questa saranno enormi. Il futuro di un euro che contribuisca, come erano le attese dell’inizio, alla coesione e allo sviluppo dell’Europa, dipende dal passaggio a una forma di unione politica e quindi alla solidarietà reciproca tipica delle organizzazioni statali moderne.

Da dove nasce il paradosso europeo, quello cioè di una moneta senza Stato?

L’euro è nato come un impegno per sperimentare insieme il trasferimento della sovranità monetaria statale in attesa di fare l’unione politica. Lo slogan di Roy Jenkins e Jacques Delors era “money first”, la moneta prima. Prima di che? Prima appunto dell’unione politica. Nel 1989, crollato il Muro di Berlino, i tedeschi hanno optato per l’unificazione facendo entrare nella Cee un’area importante come la Germania Est senza alcuna negoziazione né condizione. La contropartita era che la Germania rinunciasse al Marco e accettasse la moneta unica europea. Era un gesto politico, che però non ha trovato un completamento.

Quale può essere la risposta alla crisi della Grecia?

Di fronte a crisi come quella della Grecia, il resto del mondo capisce che l’euro non ha dietro di sé uno Stato. Altrimenti l’Ue si sarebbe comportata nei confronti della Grecia come si comporterebbe l’Italia nei confronti, poniamo, della Calabria: cioè pagando i suoi debiti per non farla fallire. Adesso invece è necessaria una lunga serie di negoziazioni, condizioni e vincoli. E questo significa appunto che manca uno Stato che reagisca dinamicamente agli attacchi speculativi.

Ma l’euro quantomeno non ha avuto l’effetto benefico di favorire i commerci tra gli Stati europei?