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BORSE/ Mercati incerti in attesa di "Godot" (il punto con Wall Street)

Pubblicazione:mercoledì 21 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Apertura all’insegna dell’incertezza assoluta. E non potrebbe essere altrimenti, dato che oggi si aspetta un passaggio chiarificatore sulla Grecia. I mercati fiutano atmosfere e guardano i numeri. Piazza Affari e le altre Borse europee, in questo momento, non possono offrire di più. Come è già stato spiegato ampiamente, dall’inizio dell’anno, piazza Affari dovrebbe recuperare il 40% per andare a rally. Autentica utopia, vista la confusione nelle scelte politiche ed economiche. È questa la ragione per cui i listini non si muovono. Aumentano di poco, o al massimo scendono di poco, quando la giornata è segnata dalla buona sorte.

Anche il declassamento del debito italiano non provoca grandi scossoni. Semmai dovrebbe essere la politica nel suo complesso a svegliarsi su questo punto. Perché se l’agenzia di rating Standard&Poor’s affibbia un downgrade, si può replicare come il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che “il Paese non si rimpicciolisce con i numeri”, oppure più goffamente come ha fatto il governo dicendo “la colpa è  dei media”. E quanto all’opposizione è bene che si trinceri nel “mutismo e rassegnazione”, per le sue incapacità, le sue vaghezze e le sue stranezze.

Verso le due del pomeriggio, Milano comincia a tracciare verso il basso e le altre Borse europee vanno anche peggio. Non c’è la catastrofe, sia chiaro, perché al momento piazza Affari ha recuperato e perde lo 0,1%, mentre il Dax tedesco marcia con una perdita intorno all’1,1%. Ma è la sensazione che comunica questo tracciato di Borsa: attendismo, svogliatezza sul rischio, incertezza.

Il fatto è che, anche se si dice che ci sia uno spiraglio per la Grecia, la pesantezza delle misure, tracciate ieri sera in una conference-call, tra il ministro delle Finanze di Atene, Evangelos Venizelos, e la cosiddetta troika, cioè un rappresentante del Fondo monetario internazionale, uno della Commissione europea e uno dell’Unione europea, sono veramente “lacrime  e sangue”. Sono state definite “misure shock”, consistenti in una manovra che è costituita per un terzo da entrate e per due terzi da tagli.

Come sostenere una simile prova è veramente problematico, anche perché lo stesso Venizelos ha dichiarato ieri che la Grecia sta vivendo il momento peggiore dopo la guerra civile dell’immediato dopoguerra. Dopo il “caso greco”, c’è il problema italiano. Il declassamento diventa quasi marginale di fronte alla situazione complessiva del Paese. Ieri la presidente di Confindustia, Emma Marcegaglia aveva picchiato duro, oggi se ne sono accorti un po’ tutti a cominciare dalla grande stampa d’informazione, notoriamente “libera”. 


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