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DOWNGRADE ITALIA/ Sapelli: così gli Usa danno il ben servito a Berlusconi

GIULIO SAPELLI commenta in questa intervista la decisione arrivata da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s di declassare il debito pubblico dell’Italia

Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica) Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Giulio Sapelli, grande economista e storico dell’economia, mette ordine nel guazzabuglio di rumors e voci incontrollate sull’“improvviso” declassamento del debito italiano, arrivato nella notte tra lunedì e martedì, deciso dall’agenzia di rating Standar&Poor’s, quella che in piena estate ha dato un grande dispiacere al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sul declassamento del debito americano, togliendo, per la prima volta nella storia, la tripla A agli Usa. Si dice che la decisione sull'Italia sia arrivata come un fulmine a ciel sereno e che, di fatto, preceda il declassamento che sta preparando l’altra grande agenzia di rating, Moody’s.

 

Questa decisione di Standard&Poor’s è arrivata a sorpresa o no? E, più in generale, che significato ha?


Consideriamo un primo fatto. Non c’è alcuna sorpresa, diciamo pure che si sapeva e appariva scontata. Così come potrebbe essere scontata la decisione di Moody’s che è preannunciata entro trenta giorni. Ma il giudizio di Standard&Poor’s ha anche un significato politico. S&P’s è un’agenzia di rating vicina al Partito Repubblicano americano, cioè un punto di riferimento di quell’area politica. Tradotto in soldoni: il giudizio di Standard&Poor’s significa che il grande establishment repubblicano dà il via libera, oppure concorda con il piccolo establishment italiano nel via libera a liquidare il governo Berlusconi.

 

Cosa dovrebbe fare a questo punto il Premier?

 

A mio avviso Berlusconi dovrebbe dimettersi, visto l’andamento della situazione del Paese. Non lo farà e sbaglia. Ma ormai discutere politicamente in questo Paese diventa veramente complicato. Noi viviamo in un Paese a “intercettazione rappresentativa”. Dovremmo discutere solo di “intercettum”. Anche se siamo in una situazione per me molto difficile. Non escludo che alcune nostre grandi banche siano ormai nel mirino di scalate dati i valori quotati in Borsa. So che si muovono anche i Fondi cinesi. Il che dovrebbe far ripensare alla linea di alcune Fondazioni che si battono per l’italianità delle banche.


Standard&Poor’s sostiene come primo fatto che l’Italia soffre di una crescita troppo bassa...


COMMENTI
21/09/2011 - Downgrade Italia (Lorenzo ROMANO)

E' ormai chiaro che il complotto contro l'Italia partecipato dall'insulsa opposizione si sta materializzando ma nel contempo si stanno scoprendo le carte: come è avvenuto in Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, ecc. L'Italia fa gola a molti: prima sono sparite le grandi fabbriche, ora si sta cercando di far svendere il patrimonio nazionale, adesso si sta affossando - solamente tramite discredito - l'unico Governo che riesce a reggere intere Legislature. Chi si vorrebbe mettere al posto di Berlusconi? Guardatevi intorno e non scoprirete nessuno, così come non scoprirete alcuna bacchetta magica per rimettere in sesto l'Italia e le nazioni testé citate. Ora stiamo pensando ad un ritorno ad un para nazionalismo gettando fuori le insulse politiche UE & BCE, cui i dirigenti maximi ancora non si sono accorti che il mondo economico è cambiato, non si sono accorti che 4,5 miliardi di lavoratori sottopagati stanno producendo 100 - 1000 volte quanto prodotto dai 250 milioni di lavoratori europei ben pagati. Privatizzazioni liberazioni una volta fatte non si possono ripetere e subito dopo mezza Europa sarà in balia dell'invasore capitale straniero perché solo questo potrà riattivare un minimo di produzione ma quando, con chi e dove vuole creando nuova schiavitù di interi popoli! La strategia Fiat ha già anticipato il futuro: vuoi lavorare, allora ti pago quanto voglio, lavori come e quando dico io. Quindi, FINIAMOLA con queste stupidate!!!! rolo7@tiscali.it