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Economia e Finanza

RISPARMIO/ L'esperto: oro, case, titoli e azioni. Ecco dove cercare il “bene rifugio”

Rifugiarsi nel franco svizzero o nell’oro non ha senso, se poi diventano carta straccia. E anche l’investimento immobiliare ha delle controindicazioni, spiega PAOLO NEGRI

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Si può dire che in questo momento di bufera sui mercati, la parola d'ordine per i risparmiatori, è la ricerca del “bene rifugio”. Non si parla ovviamente di grandi investitori o di quelli che operano grandi operazioni o speculazioni sui mercati. Si guarda solo ai risparmiatori, ai vecchi “bot people”, che incrementavano i guadagni con i risparmi dei loro redditi e riuscivano a prendersi qualche soddisfazione. Oggi queste persone sembrano bersagliate da consigli di giornali e spesso di analisti televisivi improvvisati. Ne parliamo con Paolo Negri, partner Azimut, una delle principali società di gestione del risparmio indipendente. 

Esiste un bene rifugio in un momento come questo?

Noi ci occupiamo di gestione del risparmio. Posso dirle che lo facciamo anche bene, con competenza, perché siamo indipendenti e quindi liberi da vincoli. Ma aggiungo che lo facciamo anche con professionalità. Quindi se lei mi chiede quale possa essere in questo modo il “bene rifugio” per eccellenza, posso rispondere solo che sta nella diversificazione di un portafoglio, che difficilmente si può gestire con un “fai da te”.

Si parla dell'oro, come “bene rifugio” per eccellenza. Si è parlato anche del franco svizzero...

Settimana scorsa, dopo una operazione della Banca centrale svizzera, il franco ha perso il 10%: alla faccia del “bene rifugio”! Quanto all'oro è soggetto a oscillazioni e poi, quando ho un lingotto d'oro e me lo nascondo nel giardino, ma nello stesso tempo salta il mercato, c'è il collasso finanziario, che cosa me ne faccio del lingotto d'oro? Quale banca me lo converte in soldi?

Beh, il problema è che si suppone che il mondo non finisca.

Allora cerchiamo di ragionare concretamente. Continuo a sostenere che il posto più sicuro dove investire sia il mercato azionario. Lasciate perdere i titoli del debito, perché quelli sono carta straccia. E poi bisogna saper diversificare, con attenzione, con professionalità, con scrupolo. Ripeto, in tempi come questi non esistono i “beni rifugio”. Quelli al massimo possono essere rappresentati dai beni primari: vacche che mi fanno il latte, galline che mi covano le uova. Allora tengo questi beni in un terreno e me li tengo ben stretti. Il resto, in questi tempi, inteso come “bene rifugio” non sta né in cielo né in terra.

Proviamo a fare un altro tentativo, per avere una risposta più ottimista: il vecchio mattone, comprare una casa. Che ne pensa Negri ?