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FINANZA/ Altro che S&P’s, ecco la vera "bomba" sui mercati

Nei prossimi mesi ci sono importanti scadenze che mettono a rischio l’Europa periferica, le banche del continente e la sopravvivenza dell’euro. Ce ne parla MAURO BOTTARELLI

Foto Ansa Foto Ansa

Tra le decine di difetti che mi contraddistinguono, non c’è quello di sfuggire di fronte alle responsabilità. Quindi, partiamo col dire che il default greco martedì non si è verificato: non che lo avessi dato per certo, ma avevo avanzato il sospetto che la contemporaneità tra pagamenti di coupon obbligazionari e scadenza dei contratti cds di settembre potesse tramutarsi in un cocktail esplosivo. Non è andata così: magicamente la Grecia ha trovato gli 800 milioni di euro che le servivano per onorare gli impegni con i sottoscrittori. Come ha fatto?

Prestito d’emergenza del Fmi o della Bce attraverso la facility di liquidità? Schema Ponzi rispetto ai conti pubblici, ovvero ciò che si introita dalle aste - tipo quella di martedì mattina - viene pronta cassa girato ai sottoscrittori passati fino a che il castello non crolla? Utilizzo di fondi governativi di emergenza, con la possibilità che i soldi in cassa non bastino più fino al 10 ottobre, un azzardo giustificato dalla speranza che la tranche da 8 miliardi sarà sbloccata entro fine mese?

Lo scopriremo presto, amici miei. Per un motivo molto semplice: tra pagamenti principali e pagamenti di interessi, da qui a novembre la Grecia deve sborsare più di 6 miliardi di euro! Per l’esattezza, domani va a scadenza - e quindi in pagamento - un bond zero-coupon (ovvero senza pagamenti tra l’emissione e la scadenza) da 2 miliardi di euro, mentre il 30 ci saranno 13 milioni di euro di interessi da onorare: ecco spiegato perché il cds greco a 5 anni è trattato al 66% upfront o perché i bond GGB a lungo termine vengono scambiati a 30 euro! In ottobre i pagamenti principali ammonteranno a 3,6 miliardi di euro, di cui 2 miliardi a scadenza il 14 più 1,17 miliardi di interessi, mentre novembre riserva un totale di pagamenti pari a 3,4 miliardi di euro.

Non va meglio all’Irlanda, con 1,2 miliardi di pagamenti il 18 ottobre e 4,4 miliardi l’11 novembre o al Portogallo, dove domani andrà a pagamento un principale da 3,5 miliardi di euro e un altro da 3,27 scadrà il 21 ottobre,, oppure ancora alla Spagna, la quale domani dovrà coprire per interessi e pagamenti qualcosa come 7,5 miliardi di euro mentre il 21 ottobre l’esborso sarà di 10 miliardi e il 31 ottobre di ben 14 miliardi!

Insomma, per evitare che le banche francesi e tedesche non vedano onorati pagamenti principali e interessi sulle loro enormi detenzioni di debito greco e Pigs in generale, occorre far pagare alla Bce - quindi a tutti noi - quei soldi: una partita di giro, un vero schema Ponzi, qualcosa che bisogna far finire il prima possibile con un default ordinato e pilotato di Atene che porti con sé tagli dei rendimenti obbligazionari e la fine della pantomima rappresentata dall’iscrizione a bilancio di quei bonds al valore facciale e non al mark-to-market.

 

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
22/09/2011 - Vi spiego cosa succederà (Diego Perna)

Mi scuso per il titolo, che sembra l'abbia preso a prestito da uno degli articoli del Sussidiario, avrei dovuto scrivere cosa succederà a me e a molti come me. Non che sia così grave, mi auguro che la vita continui, e che non cada in depressione come altri imprenditori o artigiani come me. Ho letto il suo articolo e le varie scadenze tra titoli di stato e altro che andranno a scadenza nelle prossime settimane o mesi, un mare di denaro che non si sa dove prendere, forse lo schema Ponzi non si può usare più. Bene, a me scade tra pochi giorni la bolletta della luce, quella del telefono, fra due mesi l'inps, il conto del ragioniere,ecc. la rata del prestito d'esercizio che è servita a pagare tasse e inps pregresse con more e sanzioni, mentre il mio conto in banca è al limite della scopertura. Io in default ci andrò, a meno che un'altra banca o altri non mi finanzieranno. Non credo a quest'ultima soluzione, penso che venderò il laboratorio dove lavoro, acquistato con vent'anni di mutuo e fatica, e farò fronte ai miei debiti, non voglio essere perseguitato da banche equitalia e compagnia di strozzini vari. Mi dispiace se anche l'Italia andrà in default, ma di me a chi gliene mai fregato in questo paese, dove all'ordine del giorno ci sono sempre e solo i problemi di una sola persona, gente che dovrebbe andare in galera ma non ci va? Qualcuno se n'è accorto? Non sono solo i mercati o le agenzie di rating che ci affossano, ma una politica che ha pensato solo ai fatti propri! 'ngiorno