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FINANZA/ Altro che S&P’s, ecco la vera "bomba" sui mercati

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Alla luce di questa situazione, il Fmi sollecita i paesi dell’eurozona a permettere che il fondo salva stati Efsf supporti anche gli aumenti di capitale delle banche più fragili: «Dove è possibile gli apporti di capitale dovrebbero essere realizzati con capitali privati, ma nella difficile situazione potrebbero rendersi necessari interventi dei governi con denaro pubblico. Per i paesi però che non dispongono di spazi di manovra, dovrebbe essere consentito al fondo salva stati di supportare gli aumenti di capitale delle banche». Peccato che già due governi, quello austriaco e quello sloveno, abbiano bocciato per via parlamentare la ratifica dell’ampliamento del fondo, di fatto paralizzando la sua operatività sul mercato non solo obbligazionario, ma anche del finanziamento.

Vi rendete conto, Austria e Slovenia potrebbero sancire la fine dell’Europa: due economie che il tabaccaio ci darebbe come resto per le sigarette, si permettono di mettere a rischio un intero continente. Sarà pure democrazia, ma di fronte al baratro, evviva le decisioni a maggioranza e un po’ di sana legge del più forte. Anche perché il segnale più chiaro che il sistema bancario europeo sta per conoscere qualche vittima eccellente, ieri è arrivato da Londra: dopo il colosso industriale Siemens, che ha tolto la propria liquidità dalle banche francesi per depositarla presso la più sicura Bce, ora anche Lloyd’s of London, il colosso delle assicurazioni, ha confermato a Bloomberg di aver chiuso alcuni depositi presso banche dell’Europa cosiddetta periferica.

Insomma, siamo alla bank run quotidiana non da parte di correntisti spaventati ma da primari soggetti industriali e del settore del servizi, prodromo di un congelamento totale del mercato interbancario. «Ci sono molte banche che, a causa dell’incertezza che vige in Europa, non sono più utilizzate dal mercato per i propri depositi», ha dichiarato Luke Savage, direttore finanziario della più antica istituzione assicurativa del mondo, secondo cui «se sei spaventato dal fatto che un governo possa essere a rischio, è ovvio che vi sia la percezione che le banche potrebbero andare a fondo con lui. Come Lloyd’s deteniamo circa un terzo dei nostri 2,5 miliardi di sterline di assets in contante e posso confermare, senza citare per ovvie ragioni i nomi delle banche interessate, che abbiamo smesso di depositare denaro in alcuni istituti dell’Europa periferica».

Continuiamo pure a spendere parole e tempo per Standard&Poor’s, continuiamo a dire che la speculazione, i cds, lo short selling uccidono economie e istituzioni finanziarie: è la sfiducia a uccidere il sistema. Ed è una sfiducia più che giustificata, quella odierna. Chi chiude i depositi, toglie la linfa vitale alle banche. E i giorni che ci dividono dal primo fallimento sono davvero pochi.


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COMMENTI
22/09/2011 - Vi spiego cosa succederà (Diego Perna)

Mi scuso per il titolo, che sembra l'abbia preso a prestito da uno degli articoli del Sussidiario, avrei dovuto scrivere cosa succederà a me e a molti come me. Non che sia così grave, mi auguro che la vita continui, e che non cada in depressione come altri imprenditori o artigiani come me. Ho letto il suo articolo e le varie scadenze tra titoli di stato e altro che andranno a scadenza nelle prossime settimane o mesi, un mare di denaro che non si sa dove prendere, forse lo schema Ponzi non si può usare più. Bene, a me scade tra pochi giorni la bolletta della luce, quella del telefono, fra due mesi l'inps, il conto del ragioniere,ecc. la rata del prestito d'esercizio che è servita a pagare tasse e inps pregresse con more e sanzioni, mentre il mio conto in banca è al limite della scopertura. Io in default ci andrò, a meno che un'altra banca o altri non mi finanzieranno. Non credo a quest'ultima soluzione, penso che venderò il laboratorio dove lavoro, acquistato con vent'anni di mutuo e fatica, e farò fronte ai miei debiti, non voglio essere perseguitato da banche equitalia e compagnia di strozzini vari. Mi dispiace se anche l'Italia andrà in default, ma di me a chi gliene mai fregato in questo paese, dove all'ordine del giorno ci sono sempre e solo i problemi di una sola persona, gente che dovrebbe andare in galera ma non ci va? Qualcuno se n'è accorto? Non sono solo i mercati o le agenzie di rating che ci affossano, ma una politica che ha pensato solo ai fatti propri! 'ngiorno