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BORSE/ Piazza Affari in rialzo, bene anche le altre europee (il punto alla chiusura)

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Nel primo pomeriggio la situazione delle Borse europee è ritornata sulla parità. In sostanza, per tutta la giornata si è corso sulle montagne russe, con un'apertura positiva in mattinata, una caduta verso le 11 del mattino che in alcuni casi è arrivata a sfiorare il tre percento e un recupero nel pomeriggio. Alla chiusura, Milano ha segnato un buon rialzo, pari all'1,36% in più. L'indice Ftse Mib ha dal canto suo guadagnato l'1,36% per un totale di 13.664 punti. Meglio ad esempio di Londra che ha chiuso con un piccolo e lieve rialzo, pari allo 0,50% in più. Positive anche Parigi e Francoforte, rispettivamente a +1,02% e +0,63%- Il Dax ha chiuso con  il +0,63% mentre il Cac è stato di +1,02%. Ma la sensazione è che giornate come queste, dominate da un saliscendi continuo, anche nel giro di pochi minuti, saranno la caratteristica di questo autunno sui mercati. E' probabile che le voci allarmistiche sulla Grecia, che circolavano stamattina soprattutto a piazza Affari e alla Borsa di Parigi siano rientrate nel primo pomeriggio. Non si spiega altrimenti il rimbalzo dei titoli bancari francesi, che sono da settimane nell'occhio del ciclone proprio perché in parte esposti sui titoli greci. A un certo punto i mercati hanno preso un'altra piega, forse perché da fonti ufficiose, malgrado la situazione di grande sofferenza della Grecia, si è ancora intenti a trovare un accordo e si è quasi sicuri, secondo alcuni rumors, che un accordo si troverà. C'è poi anche un altro aspetto da aggiungere. Esiste da tempo una oculata politica del rinvio da parte di Berlino. L'assetto politico che caratterizza oggi la Gernania non è dei più equilibrati. Da un lato c'è un opinione pubblica che non vuole affatto sobbarcarsi i debiti dei “paesi non virtuosi”, dall'altro c'è il governo, le forze politiche che non osano passare alla storia come i “liquidatori” dell'euro. Il problema da affrontare è più che mai spinoso e quindi una politica del rinvio serve solo a lasciare liberi i mercati a reagire senza un indirizzo politico di fondo. A questo punto il problema non diventa semplice, perché si aprono settimane di acuta incertezza per i mercati, con tutti i dati macroeconomici, che, tra l'altro indicano uno stato se non di recessione quanto meno di stagnazione dell'economia. Indicativo è anche il mercato americano che ha aperto in modo incerto e ora si trova piatto, cioè senza sensibili guadagni o senza sensibili perdite. Si chiude in questo modo una settimana difficile, con la questione greca completamente aperta.


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