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MANIFESTO CONFINDUSTRIA/ Gentili: così la Marcegaglia può incalzare il governo

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Di ora in ora, si definisce il senso degli ultimatum che Emma Marcegaglia, da qualche giorno, sta lanciando al governo. Dopo il «se non fa le riforme vada a casa», giunge notizia di un imminente manifesto degli industriali. «Il problema, è che un cambiamento lo impone la realtà della situazione, non tanto le richieste delle parti sociali. Il ministro Tremonti parla di un tagliando per la crescita, di provvedimenti decennali. Ma qui c’è bisogno di misure attuabili in 10 ore!», spiega, Guido Gentili, editorialista, già direttore de Il Sole 24 Ore, interpellato sulla questione da ilSussidiario.net. In ogni caso, il manifesto delle imprese, che a breve i ministri potrebbero ritrovarsi tra le mani, conterrà una serie di proposte che i diretti interessati non potranno ignorare. Oppure potranno?. «Un manifesto può essere utile a condizione che faccia una selezione rigida degli obiettivi indicando tre o quatto punti, al massimo, e il più precisamente possibile. Un’iniziativa generica non avrebbe alcuna utilità, tutt’al più servirebbe ad aprire l’ennesimo tavolo di confronto, per il quale, ormai, il tempo è passato», spiega Gentili. Sembra, quindi, che l’idea degli industriali spinga nella giusta direzione; riforma del fisco, delle pensioni, liberalizzazioni e privatizzazioni: questi i temi principali su cui si concentrerà il documento.
Ma non basta: «E’ necessario – aggiunge - che su questi punti sia assunta una posizione netta e precisa. Sulle pensioni, ad esempio, un nodo centrale è l’aumento dell’età pensionabile sulla scia di quanto sta accadendo in Europa. Sulle privatizzazioni, poi, si dovrebbe suggerire un piano massiccio con particolare riferimento al patrimonio pubblico, che può essere alienato». E ancora: «Perché il tutto assuma concretezza, tuttavia, è necessario che il manifesto non si limiti ad indicare dei concetti; occorre fare proposte alternative e concrete, in termini di numeri, e calcoli ben precisi. Accanto ai capitoli, quindi, vanno indicate le cifre».  C’è da chiedersi se, data la situazione di stallo, gli industriali non stiano manifestando la volontà – o la disponibilità, a seconda dei punti di vista – di assumere, in questa fase, una funzione suppletiva nei confronti del governo. 


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COMMENTI
24/09/2011 - Basta con gli attacchi strumentali alle pensioni (angelo mazzoleni)

Fossi la Camusso risponderei con una proposta alternativa :UNA PATRIMONIALE SECCA SUI BENI DEI SUPER-RICCHI del 40% atta ad estinguere il debito pubblico italiano visto che detengono una ricchezza pari a quasi il triplo dell’ammontare del debito stesso (cosi’ non restano piu’ alibi a questi signori dei poteri forti della finanza malata e dell’industria incapace che delocalizza all’estero evade ecc. ecc.) Forse allora la Marcegaglia capirà che la deve smettere di attaccare i diritti dei lavoratori già tartassati e spolpati. Se proprio si vuol intervenire sulle pensioni già da fame per il pubblico impiego e falso problema, lo si faccia su base VOLONTARIA e non con inaccettabili vessazioni su chi ha sempre pagato le tasse e ha lavorato per 37-40 anni.