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SCENARIO/ 1. Bertone: ecco quel che ci "nascondono" sulla crisi dell’Italia

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Non dimentichiamo la lezione della Grecia. Il vero collasso non dipende dall’assenza di quattrini, bensì dalla constatazione, dopo anni di interventi straordinari, che la società greca non risponde alle sollecitazioni del resto d’Europa: l’evasione aumenta anziché calare, a causa dell’esasperazione di chi paga le tasse; le privatizzazioni, più volte annunciate, restano sulla carta; il personale nei ministeri aumenta, invece che calare. Insomma, cresce la voglia di voltare le spalle all’Europa, sottovalutando le conseguenze disastrose della scelta. Così come cresce a Nord la voglia di liquidare Atene senza troppi complimenti, nonostante costi non inferiori.

Se lo stesso atteggiamento prendesse piede dalle nostre parti, a danno di chi investe e produce e a vantaggio delle tante posizioni di rendita, anche quelle non ricche delle pensioni di anzianità (non dimentichiamo che 14 milioni di italiani riceveranno una pensione superiore a quanto versato) sarà un disastro vero. Ma ci vuol tanto a raccontarlo agli italiani?



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COMMENTI
24/09/2011 - levere cause della crisi ed i rimedi (angelo mazzoleni)

vediamo anche in sintesi le vere cause della crisi : -L'avidità insaziabile della finanza dei poteri forti e degli speculatori internazionali(gli stessi che l'hanno provocata eosano chiedere gli interessi) espressione di un modello globale degenerato del neocapitalismo liberista . -L’asservimento dei governi europei alle loro logiche spietate e ricattarorie . -La mancanza di una consapevolezza collettiva dei processi a causa anche di una informazione asservita, superficiale o carente. Le conseguenze : Una gigantesca macelleria sociale perpetrata a danno di interi popoli , la spoliazione dei beni (vedi caso Grecia senza che ciò sia comunque servito a salvare quel paese), l’ulteriore arricchimento di quei poteri a danno dei cittadini, infine i ricatti intollerabili ai governi medesimi. Teniamo presente che il crollo delle borse e la paura susseguente viene gestita dall'oligopolio finanziario proprio per spingere i governi ad ulteriori manovre lacrime e sangue ,ingiustificati dell’età pensioni. Ci sono due modi per uscirne : -non pagare il debito(come ha fatto l'islanda)bloccando i poteri forti e le loro speculazioni( ristabilendo il primato della politica in Europa). -una patrimoniale sui beni dei superricchi (cio' consentirebbe di estinguere il debito italiano dato che costoro detengono capitali di valore triplo rispetto alll'ammontare del debito stesso.

 
23/09/2011 - Ottimismo in economia (giovanni pozzi)

L'ottimismo dei governanti è importante, in economia. Come non ricordare l'ottimismo espresso dal presidente degli Stati Uniti Hoover alla vigilia della crisi del '29? Quando percepiamo troppo ottimismo dai governanti, è il momento di preoccuparci (vedi J.K. Galbraith, "Il grande crollo"). Ritengo che la fiducia vada riposta in altro. Ciò non toglie che la realtà vada indagata con i mezzi che la ragione ci consente. 1) Dopo un decennio di moneta unica, stanno emergendo i difetti strutturali dei singoli paesi, che in passato risolvevano con le "svalutazioni competitive" a danno dei vicini. Ora non è più possibile 2) La crisi produttiva americana sta costringendo i dirigenti statunitensi a difendersi ricercando un nuovo equilibrio nei tassi di cambio con la Cina ed il resto del mondo. Ed il sistema finanziario ne sta soffrendo.

 
23/09/2011 - Otimismo con una sola t (Diego Perna)

Qualcuno ci dia notizie confortanti! Dove sono i ns politici ottimisti di pochi mesi fa? E' possibile che siano tutti scomparsi? E la crisi non era alle ns spalle, la luce in fondo al tunnel, abbiamo meno disoccupati in Europa, ecc. ecc. Ah dimenticavo, complimenti per la manovra, avremo il pareggio del bilancio nel 2013 (77 mld a ns spese, bellissimo). Una domanda a tutti per tenerci desti: - ma ci arriveremo al 2013?- Buona giornata