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BORSE/ Le brutte notizie non fermano il rialzo dei mercati (il punto con Wall Street)

I dati non sono affatto buoni, ma Piazza Affari, verso le undici del mattino riguadagna i 14.000 punti perduti nei giorni scorsi. In rialzo anche gli altri principali mercati internazionali

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I dati non sono affatto buoni, ma Piazza Affari, verso le undici del mattino riguadagna i 14.000 punti perduti nei giorni scorsi. L’apertura è addirittura negativa su un livello inquietante (-2%), ma presto la Borsa ritraccia, e va in territorio positivo sulla scia delle altre Borse europee. Alle 12:30 Milano cresce del 3,6%. Le altre piazze europee sono in linea.

Eppure era arrivato in mattinata un dato sconfortante: la fiducia dei consumatori è crollata a livello del luglio 2008. In più, l’implacabile Standard&Poor’s aveva pensato bene di informarci di aver abbassato il rating di undici enti locali italiani, tra cui Milano, Bologna e Genova. Anche questo è un fatto tecnico, un riallineamento al basso dopo il downgrade del debito italiano e di ben otto banche. Ma è sempre un fatto negativo.

Però, è quasi, paradossalmente, un bene quando S&P’s interviene con i suoi giudizi. Almeno lo è per questa giornata che si presenta positiva per i mercati. Si può ritenere che dietro alla ripresa dei mercati, che è cominciata nel pomeriggio di venerdì, ci siano notizie relative al caso Grecia. Venerdì pomeriggio, verso le quattro, le Borse europee recuperavano le perdite e andavano quindi in territorio positivo, dopo che venivano smentite le voci dell’annuncio del default greco a mercati chiusi. Se è vero che i due terzi dell’establishment europeo vuole salvare euro ed eurozona, significa che una soluzione, anche faticosa, sta per essere trovata e non può essere ostacolata da quel terzo di establishment che invece vorrebbe liquidare l’euro.

Oggi anche Mario Monti, in una intervista a Class CNBC, ha detto che “bisogna fare ogni sforzo per proseguire un processo storico che è partito e che si assesterà. Non conviene solo alla Grecia, ma anche ai Paesi che in questo momento si lamentano”. Queste considerazioni e questa percezione sono accompagnate da notizie della stampa inglese, probabilmente confermate, che prevedono un piano di 3mila miliardi di euro per stabilizzare il sistema bancario e altri interventi in difesa dell’euro, dell’eurozona con la Grecia al suo interno anche se dovesse affrontare quello che viene ormai chiamato un default pilotato.