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BORSE/ Il “falso rally” che fa correre i mercati (il punto alla chiusura)

Pubblicazione:martedì 27 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Se fossimo in tempi normali, se non guardassimo le perdite dall’inizio dell’anno, se non ci fosse l’incubo di una recessione incombente, diremmo senza ombra di dubbio che oggi le Borse sono andate a rally. Hanno cioè realizzato un rialzo di quelli che vengono ricordati come sedute all’ombra del “toro”. C’è chi fin da stamattina ha messo le mani avanti e ha creato una sorta di nuova definizione “falso rally”. Troppo pessimismo? Può anche darsi.

Vediamo in dettaglio: Piazza Affari ritorna a una quota di 14800 punti, vede la fatidica soglia psicologica dei quindicimila punti con un incremento del Ftse Mib che vale il 4,9%. Le altre Borse europee non stanno a guardare e il Dax tedesco così come il Cac 40 francese registrano un rialzo che supera il 5,5%. Si aggiunga a ciò, che questa volta i futures americani, sia per il Dow Jones sia per il Nasdaq hanno azzeccato un’apertura molto positiva di Wall Street che in questo momento sta correndo.

Significativa è la constatazione che questa, per le Borse europee, è la terza seduta consecutiva in territorio positivo. Quello che è positivo in tutto questo è il trend rialzista dei mercati sulla scommessa di un intervento coordinato degli Stati e degli organismi internazionali. Oggi, guardando  i rialzi del settore bancario e finanziario in tutta Europa, in Francia e Italia in modo particolare, sembra di vivere in un altro mondo rispetto solamente a quindi giorni fa.

Ma è evidente che questo rialzo dei titoli finanziari e bancari è da mettere in relazione alle continue voci di un piano di ricapitalizzazione delle banche europee, alle dichiarazioni di un’opportunità di predisporre un allargamento del Fondo salva-Stati e all’ipotesi, formulata oggi su Il Sole 24 Ore, di una specie di bad bank europea. Sono voci, ipotesi, con qualche fondamento evidentemente, che hanno messo in moto il trend rialzista su tutte le piazze europee.

Al momento bisogna godersi questa grande boccata d’ossigeno, dopo un mese di agosto e un inizio di settembre da brividi. Stabilire i motivi reali di questo rialzo è difficile. I dati macroeconomici non sono ancora confortanti. Il Consumer Confidence Index americano, uscito oggi e relativo al mese di settembre, è ancora molto basso e supera del solo 0,2% quello di agosto, giudicato in modo molto pessimista.


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