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FINANZA/ Le confessioni di Modiano, banchiere "pentito"

Pubblicazione:martedì 27 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Sono strumenti potenzialmente utili.  Poi tutto si può usare bene o male, con professionalità,  con minore professionalità o addirittura con scarsa professionalità. Questo direi che sta nella natura delle cose. Ma sostanzialmente il derivato è uno strumento flessibile, uno strumento in più per gestire gli equilibri di bilancio di un’impresa o di una banca. Un esempio: se una banca teme che sul mercato si produca un aumento dei rischi può ridurre i suoi prestiti, ma così riduce i suoi volumi di lavoro e le possibilità di crescita dei clienti. Può invece  usare i  derivati - e parlo dei cosiddetti Cds, proprio quelli ritenuti responsabili della crisi del 2008 - per proteggersi dal rischio di credito futuro, e intanto continuare il suo lavoro. Ovviamente, se tutti lo fanno il mercato segnalerà l’aumento dei rischi, e produrrà aumento dei tassi. Ma per ogni singola banca, intanto, c’è uno strumento di gestione in più. Poi, i Cds possono essere usati in modi non appropriati. Ma la colpa non è dello strumento in sé, ma di come lo si usa. E, aggiungerei, di come lo si regolamenta. 

 

In un'intervista di qualche giorno fa, lei ha spiegato che quando ha lasciato Unicredit (penso alla divisione Ubm) il mark to market era rientrato su livelli quasi normali.

 

Stavano rientrando verso livelli più normali, i mark to market erano in discesa piuttosto marcata, e questo nonostante il fatto che le condizioni di mercato non fossero migliorate: i tassi hanno continuato a scendere, ma la disciplina dei processi di collocamento e di ristrutturazione, a cui ho accennato, ha dato una mano ad affrontare bene la generalità dei problemi. Purtroppo non tutti.

 

Lei è uno dei pochi banchieri che ammette degli errori. E questo le rende onore in una situazione come quella che stiamo vivendo. Ora le chiedo: come giudica i processi, non sappiamo esattamente quanti, che si stanno svolgendo nei tribunali italiani sui derivati?


Direi che bisogna giudicare caso per caso. Ci sono situazioni in cui si sono fatti errori e quindi si deve riparare. Ma ci sono anche  casi in cui c’è chi, cavalcando il pregiudizio che si è creato,  a volte pretende di non aver capito ciò che era invece chiaro.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
27/09/2011 - cds e crisi bancarie (antonio petrina)

ieri lunedì 26 settembre su corriere economia si dava conto di uno studio di Mediobanca sulla situazione delle banche italiane e francesi/tedesche : queste ultime sui prodotti descritti dal buon banchiere rendono precaria ogni ricapitalizzaione degli istituti per basilea 3 ,ma anche che il fenomeno dei cds nelle banche italiane è relativamente circoscritto ! Altra l'opinione del buon banchere di mediolanum Doris che nello stesso citato corriere tranquillizza per la patrimonializzazione statale e privata a fronte di chi sta peggio di noi! A risentire la conferenza di tremonti al meeting siamo un pò più tranquillisenza con siò dirsi euromasochisti !