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GEOFINANZA/ Vi spiego il piano della Germania per "scappare" dall’euro

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

E questa settimana abbiamo due emissioni da parte del Tesoro, stamattina zero coupon e giovedì Btp a medio e lungo termine. Vedremo quanto ci chiederanno i mercati per piazzare il nostro stock di debito. E cosa non ci hanno detto, poi? Ad esempio, che il G20 si sta ufficialmente preparando a un default greco dopo ottobre. Che tutti gli sforzi dietro le quinte del vertice non erano più per evitare la bancarotta ellenica, ma per ricapitalizzare le banche e preparare le altre economie al botto greco. Addirittura, ci sarebbe una sorta di struttura tecnica nascosta che farebbe in modo, con finanziamenti d’emergenza e altri “magheggi” a cura di Fmi e Bce, di evitare il default prima del G20 di Cannes previsto per il 4 novembre.

Vi assicuro che non ero a Washington questo weekend, ero a casa mia con mia moglie: mi è bastato consultare SkyNews e la corrispondenza dell’inviato Ed Conway. Non mi sembrano notizie da poco: non solo la Grecia è ufficialmente fallita per tutti (non a caso ieri il portavoce del commissario Ue per gli Affari economici ha dichiarato che «la decisione sulla prossima tranche di aiuti alla Grecia, attesa per l’Ecofin del 3-4 ottobre, slitta ancora»), non solo mentre ci raccontano le panzane della trojka che deve tornare ad Atene e passa nottate intere in conference call con il ministro delle Finanze ellenico, le autorità finanziarie mondiali stanno preoccupandosi di puntellare le economie e ricapitalizzare le banche, ma, addirittura, Atene sarà mantenuta in vita artificialmente con fondi emergenziali a babbo morto per non rovinare il vertice di Cannes. Durante il quale verrà ovviamente presentato il piano di gestione della bancarotta con petti in fuori e grandi foto ricordo, dopo che questo verrà scritto fa Usa e Fmi e la Germania avrà dato il via libera a cose fatte alla strategia in due parti per blindare Grecia, Portogallo e Irlanda e prevenire il contagio.

Eccone i dettagli. Le banche europee verranno ricapitalizzate per decine di miliardi di euro per rassicurare i mercati che un default greco o portoghese non si sostanzierà in una crisi finanziaria sistemica. Il piano di rifinanziamento andrà ben oltre i 2,5 miliardi di euro richiesto dai regolatori per gli stress tests europei di luglio, avrà come principali protagonisti gli istituti di credito francesi e servirà anche a puntellare le economie, evitando rischi di contagio. Domenica funzionari di Fmi-Ue-Bce si dicevano fiduciosi che le banche sarebbero state in grado di ricapitalizzarsi privatamente sul mercato, ammettendo che se questo non fosse stato possibile - o richiedesse lacrime e sangue - allora la ricapitalizzazione sarebbe avvenuta per mezzo degli Stati o dell’inesistente, ad oggi, fondo Efsf con i suoi 440 miliardi di euro (qualcuno sa di Stati che hanno ratificato non solo il suo ampliamento, ma, addirittura, la sua attivazione? Lasciate poi stare la bufala circolata ieri del mega-piano da 3mila miliardi, il quale semplicemente non esiste ed è stato evocato solo a uso e consumo delle Borse, oggi forse prospetteranno l’intervento di Batman o Superman per mantenere in vita i titoli delle banche francesi).

Secondo step, l’ampliamento e rimodellamento dell’Efsf come prima descritto, ovvero attraverso un veicolo esterno e l’utilizzo della leva fino a 2 trilioni di euro. Possibile? A oggi, il fondo salva-Stati non può finanziare entità diverse dai governi. Difficile, quindi, passare per la Bei per realizzare l’effetto-leva. Ma anche la Bce ha impedimenti regolamentari. Resta quindi la possibilità che questi 2-300 miliardi vadano direttamente alle banche. Le quali, usandoli come una polizza assicurativa, potrebbero emettere fino a 1500 miliardi di euro di debito, con la garanzia di una copertura di eventuali perdite fino al 20%. Ma l’Efsf non può prestare direttamente nemmeno alle banche, forse lo potrà fare attraverso i governi.


COMMENTI
27/09/2011 - Visioni complicate (Leonardo Baggiani)

L'articolo è interessante, il problema è che la prima parte ha delle basi quasi oggettive e ferme, mentre la fine ha molto di congettura... d'altra parte certi scenari, se fossero veri, si potrebbero solo congetturare e non scoprire fino all'ultimo. L'analisi proposta secondo me ha però un vero problema - lo chiamerei errore, chiaramente in relazione alla mia visione delle cose - di fondo: il destino politico di una UE non ha niente a che vedere, in via naturale, con la moneta; o meglio, la moneta euro può vivere tranquillamente anche con una Grecia che salta, e pure con un'Italia che salta; se la moneta fosse l'oro, non sarebbe un problema per quella moneta il fallimento di uno Stato che la usa. Il problema politico si trasferisce sull'Euro perché il pericolo di fallimento crea spinte per la creazione di ulteriore offerta di euro pur di tappare i buchi;non si può mettere insieme un problema monetario con un problema finanziario, sono cose distinte, che vengono accomunate proprio perché la politica "pretende" di risolvere l'uno sfruttando l'altro - la politica forse dichiara di voler risolvere un problema perché altrimenti questo si trascina dietro l'altro, ma in realtà è essa stessa che crea il problema - il nesso causale tra finanza pubblica e moneta - quando "decide" di intervenire. Se si sfata che una crisi greca debba diventare una crisi dell'euro, credo che molte ricostruzioni geopolitiche si riducano a lotte di potere via malainformazione.

 
27/09/2011 - Capro espiatorio (Diego Perna)

Secondo me, la Grecia è solo un capro espiatorio, ormai sembra solo causa sua se crolla il mondo. Forse oggi sarebbe la goccia, ma non fosse la Grecia prima o poi, nel giro di qualche anno si ripresenterebbe il problema in qualche altra parte d'Europa o del mondo. L'Ocse parla di 20 mln di disoccupati a causa della crisi Lemhan, e sono destinati ad aumentare, è logico. Sono sempre più preoccupato, anche perché sino a pochi mesi fa, e purtroppo anche oggi ci continuano a dire che in Italia le cose non vanno poi così male. Certo non siamo ancora ai livelli della Grecia, ma per quanto ancora non ci è dato saperlo; non vedo miglioramenti, a parte i dati di borsa, ma ho paura che sia solo una fiammata da paglia. La borsa serve solo a far stare tranquilli gli investitori, ma i lavoratori tranquilli non lo siamo. La Finanza ci porterà alla fame, è solo questione di tempo, tranne che a governare ci vada chi lavora, in tutto il mondo, non coloro che non vivono sulla pelle i problemi della gente. Chi vive del proprio lavoro e costruisce qualcosa con fatica è più capace di vedere le questioni in anticipo e risolverle, chi vive di rendite( finanziare e al) i problemi non può risolverli, perchè nemm li vede. Due anni fa la crisi tra i piccoli imprenditori era evidente ma nessuno ne parlava, oggi i temi economici sono sulle prime pagine ma i veri termini non sono chiari a nessuno, nessuno infatti ha una soluzione. Grazie per il suo articolo, Buona serata

 
27/09/2011 - scappare da cosa e dove? (alessandro giudici)

E io che pensavo che Bottarelli fosse il piu' diretto di tutti i commentatori... Intervista di ieri alla BBC di un trader professionista indipendente di origini italiane: http://www.youtube.com/watch?v=lqN3amj6AcE&feature=share (estratto parzialmente parafrasato) "Ai big players non gliene importa nulla dello stato dell'Europa o delle economie mondiali, stanno muovendo i loro soldi al sicuro nel Tesoro Americano e nel dollaro. [...] Io sono un trader e come la maggior parte dei traders non mi interessa cosa succede fino a che posso fare soldi. [...] Vado a letto ogni notte e sogno un'altra recessione perche' e' un'occasione per fare soldi, se sai come fare. [...] Non sono i governi che governano il mondo. Goldman Sachs governa il mondo. E a Goldman Sachs non gliene puo' fregare di meno. [...] La mia previsione e' che entro 12 mesi milioni di persone vedranno i propri risparmi devastati e questo e' solo l'inizio. "

 
27/09/2011 - mi sembrerebbe più semplice .... (Fabrizio Terruzzi)

mi sembrerebbe più semplice, come già suggerivo mesi fa, una secca svalutazione dell'Euro (Svizzera docet) e una parallela rivalutazione dei salari tedeschi, con cui si otterrebbero gli stessi risultati senza le conseguenze devastanti di un fallimento della moneta unica. Anzi tutti contenti, Merkel ed elettori tedeschi in primis. La Germania dopo essere stata causa per due volte della rovina dell'Europa oggi potrebbe ergersi a sua salvatrice. Se invece sarà di nuovo colpevole di un disastro epocale rischia di pagarne duramente le conseguenze. La mentalità dei "crucchi" è in grado di recepirlo? Inoltre, ripeto quanto già scritto più volte, anche in questo caso non mi spaventa tanto la malattia quanto il medico che dovrebbe curarla. Per cui parallelamente andrebbe risolto il problema della governance dell'Europa, una delle premesse per trasformare tutti i debiti sovrani nazionali in Eurobond e chiudere così definitivamente la partita.