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GEOFINANZA/ Vi spiego il piano della Germania per "scappare" dall’euro

Pubblicazione:martedì 27 settembre 2011

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

“Una bufala da 3mila miliardi”. Potrebbe titolarsi semplicemente così questo articolo, ma la situazione è troppo grave per scherzarci su e tagliare corto: occorre capire fino in fondo. Partiamo dal principio quindi.

Ammetto che quello appena terminato sia stato un fine settimana stressante: mi ero ripromesso di leggere più giornali possibili e di guardare tutti i telegiornali per avere un’idea chiara di quali messaggi siano giunti al pubblico italiano rispetto a quanto emerso e deciso al G20 e alla riunione del Fmi a Washington. Più o meno, l’informazione è stata univoca e corretta, ancorché come al solito mainstream e lacunosa: l’America ci ha imposto l’ampliamento del fondo Efsf attraverso l’uso della leva come proposto due settimane fa all’Ecofin in Polonia dal segretario al Tesoro, Tim Geithner, e tutti i presenti hanno convenuto riguardo la necessità di agire in fretta e in modo coordinato per evitare che il “possibile” default greco si trasformi in un domino a cascata che travolga prima l’Europa e poi il mondo, rispedendolo in recessione.

Come già etto, nulla di falso. Anzi. A Washington si è effettivamente deciso di creare un nuovo veicolo esterno all’Efsf che doterà lo strumento con 200-300 miliardi di euro. Il veicolo, inoltre, avrà la possibilità di operare a leva fino a dieci volte la dotazione iniziale - dunque fino a 2-3mila miliardi - appoggiandosi alle Bei, la Banca europea per gli investimenti, che procederà con l’indebitamento diretto sul mercato per finanziare il veicolo. A quel punto - forte di 2-3mila miliardi potenziali - il veicolo sarà a disposizione dell’Efsf che li distribuirà ai singoli Stati nel momento in cui dovessero esserci crisi di liquidità o finanziamento. Insomma, un enorme cdo sovrano, proprio quello che ci voleva visto il ruolo tutt’altro che secondario ricoperto da questi strumenti nella crisi subprime che tutto ha generato.

Altrettanto vere, poi, le promesse di tutti i leader e ministri riguardo un rinnovato e serio impegno comune (e con questa siamo a quota trentadue volte che sentiamo queste promesse). Sono molte altre, però, le cose che non sono state dette. Eccone alcune. «Sta per arrivare il momento che la Bce la smetta di acquistare i titoli di Stato dei paesi in difficoltà», ad affermarlo, nel corso di un seminario organizzato a margine dei lavori del Fondo monetario internazionale, l’esponente del direttivo della Bundesbank, Joachim Nagel. Come dire, settimana scorsa (a fronte di quota 152 miliardi già spesi sul mercato secondario) ci siamo svenati ancora una volta per tenere il vostro spread sotto quota 400, ora i soldi a disposizione - oltre che la pazienza tedesca - stanno finendo.

 

geofinanza.ilsussidiario.net


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COMMENTI
27/09/2011 - Visioni complicate (Leonardo Baggiani)

L'articolo è interessante, il problema è che la prima parte ha delle basi quasi oggettive e ferme, mentre la fine ha molto di congettura... d'altra parte certi scenari, se fossero veri, si potrebbero solo congetturare e non scoprire fino all'ultimo. L'analisi proposta secondo me ha però un vero problema - lo chiamerei errore, chiaramente in relazione alla mia visione delle cose - di fondo: il destino politico di una UE non ha niente a che vedere, in via naturale, con la moneta; o meglio, la moneta euro può vivere tranquillamente anche con una Grecia che salta, e pure con un'Italia che salta; se la moneta fosse l'oro, non sarebbe un problema per quella moneta il fallimento di uno Stato che la usa. Il problema politico si trasferisce sull'Euro perché il pericolo di fallimento crea spinte per la creazione di ulteriore offerta di euro pur di tappare i buchi;non si può mettere insieme un problema monetario con un problema finanziario, sono cose distinte, che vengono accomunate proprio perché la politica "pretende" di risolvere l'uno sfruttando l'altro - la politica forse dichiara di voler risolvere un problema perché altrimenti questo si trascina dietro l'altro, ma in realtà è essa stessa che crea il problema - il nesso causale tra finanza pubblica e moneta - quando "decide" di intervenire. Se si sfata che una crisi greca debba diventare una crisi dell'euro, credo che molte ricostruzioni geopolitiche si riducano a lotte di potere via malainformazione.

 
27/09/2011 - Capro espiatorio (Diego Perna)

Secondo me, la Grecia è solo un capro espiatorio, ormai sembra solo causa sua se crolla il mondo. Forse oggi sarebbe la goccia, ma non fosse la Grecia prima o poi, nel giro di qualche anno si ripresenterebbe il problema in qualche altra parte d'Europa o del mondo. L'Ocse parla di 20 mln di disoccupati a causa della crisi Lemhan, e sono destinati ad aumentare, è logico. Sono sempre più preoccupato, anche perché sino a pochi mesi fa, e purtroppo anche oggi ci continuano a dire che in Italia le cose non vanno poi così male. Certo non siamo ancora ai livelli della Grecia, ma per quanto ancora non ci è dato saperlo; non vedo miglioramenti, a parte i dati di borsa, ma ho paura che sia solo una fiammata da paglia. La borsa serve solo a far stare tranquilli gli investitori, ma i lavoratori tranquilli non lo siamo. La Finanza ci porterà alla fame, è solo questione di tempo, tranne che a governare ci vada chi lavora, in tutto il mondo, non coloro che non vivono sulla pelle i problemi della gente. Chi vive del proprio lavoro e costruisce qualcosa con fatica è più capace di vedere le questioni in anticipo e risolverle, chi vive di rendite( finanziare e al) i problemi non può risolverli, perchè nemm li vede. Due anni fa la crisi tra i piccoli imprenditori era evidente ma nessuno ne parlava, oggi i temi economici sono sulle prime pagine ma i veri termini non sono chiari a nessuno, nessuno infatti ha una soluzione. Grazie per il suo articolo, Buona serata

 
27/09/2011 - scappare da cosa e dove? (alessandro giudici)

E io che pensavo che Bottarelli fosse il piu' diretto di tutti i commentatori... Intervista di ieri alla BBC di un trader professionista indipendente di origini italiane: http://www.youtube.com/watch?v=lqN3amj6AcE&feature=share (estratto parzialmente parafrasato) "Ai big players non gliene importa nulla dello stato dell'Europa o delle economie mondiali, stanno muovendo i loro soldi al sicuro nel Tesoro Americano e nel dollaro. [...] Io sono un trader e come la maggior parte dei traders non mi interessa cosa succede fino a che posso fare soldi. [...] Vado a letto ogni notte e sogno un'altra recessione perche' e' un'occasione per fare soldi, se sai come fare. [...] Non sono i governi che governano il mondo. Goldman Sachs governa il mondo. E a Goldman Sachs non gliene puo' fregare di meno. [...] La mia previsione e' che entro 12 mesi milioni di persone vedranno i propri risparmi devastati e questo e' solo l'inizio. "

 
27/09/2011 - mi sembrerebbe più semplice .... (Fabrizio Terruzzi)

mi sembrerebbe più semplice, come già suggerivo mesi fa, una secca svalutazione dell'Euro (Svizzera docet) e una parallela rivalutazione dei salari tedeschi, con cui si otterrebbero gli stessi risultati senza le conseguenze devastanti di un fallimento della moneta unica. Anzi tutti contenti, Merkel ed elettori tedeschi in primis. La Germania dopo essere stata causa per due volte della rovina dell'Europa oggi potrebbe ergersi a sua salvatrice. Se invece sarà di nuovo colpevole di un disastro epocale rischia di pagarne duramente le conseguenze. La mentalità dei "crucchi" è in grado di recepirlo? Inoltre, ripeto quanto già scritto più volte, anche in questo caso non mi spaventa tanto la malattia quanto il medico che dovrebbe curarla. Per cui parallelamente andrebbe risolto il problema della governance dell'Europa, una delle premesse per trasformare tutti i debiti sovrani nazionali in Eurobond e chiudere così definitivamente la partita.