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Economia e Finanza

FINE DELL’EURO?/ 4. Martino: l'Italia è in ginocchio per colpa dell’euro

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Sì, purtroppo. La ragion d’essere della moneta unica è infatti quella di sottrarre sovranità monetaria agli Stati nazionali, che negli anni passati ne hanno fatto cattivo uso finanziando la spesa pubblica con l’inflazione. Per porre fine a questo problema, che ha creato le gravi patologie monetarie del XX secolo, la moneta unica europea poteva essere una delle soluzioni. Tanto è vero che il Trattato di Maastricht vieta alla Banca centrale europea di acquistare i titoli del debito pubblico. Cioè proprio quello che sta facendo ora con la scusa di salvare dal default paesi come la Grecia. L’Irlanda, per esempio, è stata costretta ad accettare aiuti al suo sistema bancario, anche se non voleva. Se si prosegue con quest’opera su larga scala, gli effetti simultanei saranno due: la recessione, perché l’euro forte non ci rende competitivi sui mercati internazionali, e l’inflazione, come conseguenza della messa in circolazione di nuova moneta.

 

Quindi gli aiuti alla Grecia danneggeranno tutta l’Europa?

 

L’Ue si troverà a dover fare la stessa cosa con il Portogallo, la Spagna e chissà quanti altri Paesi. E il risultato sarà che l’inflazione nell’area euro diventerà un pericolo reale. A oggi non abbiamo inflazione, ed è l’unico effetto positivo della moneta unica. Ma se continueremo a condurre una politica di aiuti agli Stati, sarà una conseguenza inevitabile.

 

Come valuta la proposta degli Eurobond?

 

Io sono contrarissimo agli Eurobond. Noi sappiamo che cosa significa attribuire a uno Stato sovrano la facoltà di indebitarsi: prima o poi lo farà al di là di ogni misura ragionevole.

 

Se né manovra, né Eurobond possono risolvere il problema, qual è la soluzione?

 

Non esiste nessuna soluzione facile. La prima cosa da fare è modificare il Trattato di Maastricht. È sbagliato comminare multe ai Paesi che non rispettano i parametri di bilancio: se la Grecia non riesce a pagare i suoi debiti, con una multa aggraviamo soltanto i suoi problemi. Vanno invece esclusi momentaneamente dall’Eurozona i paesi che non rispettano i parametri di bilancio: così resteranno solo quelli finanziariamente solvibili.

 

L’Eurozona si trasformerebbe in un puzzle pieno di buchi…

 

Già adesso l’area euro non comprende tutti i membri Ue, per esempio il Regno Unito ne è escluso. La mia proposta è l’unica che potrebbe salvare l’euro, ammesso che valga la pena farlo.

 

Lei è favorevole a un dissolvimento dell’euro?


COMMENTI
28/09/2011 - Finalmente! (Vulzio Abramo Prati)

Innanzitutto devo dire che dopo tanto silenzio è un piacere leggere l'intervista al Prof. Martino, uno dei pochi politici che parla di economia a ragion veduta, ascoltato e rispettato in Italia e all'estero. Che dire? Condivido in generale la sua analisi, solo sul punto età pensionabile/ riforma pensioni è il caso di entrare maggiormente nel dettaglio. Il sistema pensionistico è una galassia con pensioni e contribuzioni diverse per categoria: ci sono pensioni per dipendenti privati, statali, enti locali, dirigenti, contadini, autonomi, Banca d'Italia, consiglieri regionali ( con parametri diversi per regione), deputati e l'elenco sarebbe ancora lungo. Quando però si pensa alla riforma si sottintende solo l'INPS che tra l'altro presenta situazioni di bilancio diverse per le diverse categorie gestite. Credo che per poter essere credibile una riforma dovrebbe partire dall'uniformare le diverse categorie di contribuenti/pensionati su parametri unici di età, contribuzione e retribuzione, e quasi sempre quelli dell'INPS sono i più impegnativi, e solo dopo e parlando di tutte le categorie procedere con la riforma. Sacrificando ulteriormente alcune categorie (anche se tanti contribuenti), salvaguardando le migliori condizioni di altri non si può certo pensare di far accettare alcuna riforma!