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IL CASO/ Il falso debito della Germania "sbandierato" da Berlino

Pubblicazione:mercoledì 28 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 28 settembre 2011, 21.14

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

Ma al di là dei calcoli dell’Handelsbatt, la Germania può essere ritenuto un Paese solido per quel che riguarda la sua capacità di contenere il debito pubblico? «Il debito è garantito dal sistema economico. In questo senso la capacità di crescita della Germania e il suo livello di Pil non danno adito a sospetti. La miglior dimostrazione di questo è poi data dal basso rendimento che danno i titoli di stato tedeschi rispetto a quello degli altri paesi europei. Anche se va detto che una recente classifica stilata dal settimanale The Economist sul rischio insolvenza dei paesi dell’area Ocse segnalava agli ultimi posti i paesi scandinavi». Qual è il loro segreto? «Innanzitutto hanno un rapporto debito/Pil che oscilla tra il 40% e il 45% ben al di sotto dei parametri di Maastricht (60%, ndr). Questo spiega anche perché i loro titoli di Stato non siano tra i “preferiti” dei mercati: ne emettono una quantità ridotta. Poi, nonostante abbiano usato “ricette” a base di mercato e concorrenza, restano dei paesi che credono molto nell’interventismo dello Stato nel campo del welfare. Ma hanno sempre scelto di non farlo mai a debito».

 

(Lorenzo Torrisi)



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