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TOBIN TAX/ L’esperto: vi spiego come funziona e a cosa serve la tassa sulle transazioni finanziarie

Pubblicazione:mercoledì 28 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Quando Barroso ha duramente replicato agli attacchi dell’amministrazione Usa nel corso dell’ultimo G20 ha individuato il fronte di opposizione principale alla Tobin tax e alla sua logica politica: il sistema finanziario anglosassone. Quello stesso che - lo ho amaramente notato anche Lugi Zingales, economista liberista di Chicago - ha lasciato che si producessero tonnellate di documenti analitici sulla crisi finanziaria, ma ha neutralizzato qualsiasi tentativo di riforma effettiva di banche e mercati, nel senso della riduzione e del controllo dei rischi sistemici. La Tobin tax solo in Europa, di per sé, introduce un oggettivo svantaggio competitivo per l’industria finanziaria del Vecchio Continente, ma proprio in questo sta la sua provocazione macro-politica. Allontanare gli scambi finanziari dall’Europa non è affatto difficile.

 

In che modo?

 

La tecnologia consente, in teoria, di costruire grandi Borse “offshore” ed esistono già le “dark pools”, Borse non regolamentate che consentono a pochi operatori di negoziare tra di loro grandi partite all’ombra totale di qualsiasi occhio. Ma il sistema bancario europeo eluderebbe nella sostanza l’input dei suoi regolatori? Che non è “basta con il mercato e la speculazione”, ma “basta con un’industria finanziaria che vuole imporre le sue illimitate esigenze di redditività a breve termine alla stabilità dell’economia reale”. In ogni caso, in democrazia, il cittadino europeo è libero e responsabile: starà alla fine a lui decidere se per lui è più importante massimizzare la redditività dei suoi risparmi o capitali (se ne dispone) oppure riequilibrare l’economia nel suo complesso, al prezzo di avere un sistema bancario e finanziario meno “esuberante”, meno “turbo” di quanto è stato nella fase ascendente della globalizzazione.



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COMMENTI
28/09/2011 - Facciamola poi funzionare davvero. (Giuseppe Crippa)

Ringrazio molto Antonio Quaglio per l'esauriente spiegazione. Mi auguro che le istituzioni europee non soltanto abbiano la forza di imporre questa Tobin Tax, magari con un nome più facilmente leggibile dall'opinione pubblica riguardo al suo intento (il nome di Tobin è bene resti legato all'originario scopo per il quale questo benemerito economista l'aveva proposta 40 anni fa, cioè la lotta alle situazioni di povertà estrema) ma soprattutto facciano corrispondere al varo della tassa una grande campagna di sensibilizzazione affinché i clienti chiedano espressamente alle loro banche ed ai loro intermediari finanziari di non dirottare i loro investimenti sulle dark pools. E ovviamente mi aspetto che eventuali comportamenti fraudolenti di banche ed intermediari vengano pesantemente sanzionati.