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BCE/ La lettera segreta di Trichet e Draghi al Governo italiano

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Jean-Claude Trichet, foto ImagEconomica  Jean-Claude Trichet, foto ImagEconomica

Spunta una lettera "segreta" spedita lo scorso 5 agosto dal presidente della Banca Centrale europea Jean-Claude Trichet insieme al suo successore Mario Draghi. La lettera venne inviata al Governo italiano il quae non l'ha mai resa pubblica, ma ne condivise i contneuti con le parti sociali, così come ne furono informati i governatori delle vari ebanche europee. A renderla pubblica ci pensa oggi il Corriere della Sera che l'ha ottenuta non si sa per quali vie, dato che lo stesso quotidiano si guarda bene dallo spiegarlo. Il contenuto della lettera è comunque una sorta di "ordine" a mettere immediatamente mano alla situazione economica del nostro Paese e a prendere provvedimenti. E' la lettera, insomma, che ha fatto correre i nostri governanti a varare la manovra finaziaria. Da qui sarebbe infatti  scaturita la manovra finanziaria che ha tenuto occupato governo e Parlamento per tutta l'estate. In pratica si chiede al nostro Governo di correre ai ripari per garantire il pareggio di bilancio anticipandolo dal 2014 al 2013, impegnarsi per raggiungere un deficit pubblico pari all'1% del prodotto interno lordo già nel 2012. Per far ciò viene chiesta una manovra del valore di circa cinquanta miliardi di euro in un solo anno. La lettera della Bce chiede poi che si impongano criteri più severi per avere diritto alle pensioni di anzianità, allungare l'età pensionabile delle donne del settore privato per risparmiare sul bilancio, ridurre il costo degli impiegati pubblici, aumentare le regole sul turnover e anche, se necessario, di ridurre gli stipendi. Si parla poi di rivedere le norme sulle assunzioni e sui licenziamenti mettendo in vigore l'accordo raggiunto il 28 giugno scorso tra Confindustria e sindacati. E ancora: totale liberalizzazione degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali con una privatizzazione su larga scala da mettere in cantiere. Viene anche chiesto di impegnarsi per abolire le province. Le severe richieste della Bce vanno inserite in un decreto legge da approvare entro la fine di settembre, continua la lettera di Trichet e Draghi. Il Governo ha dovuto far buon viso a cattivo gioco: dopo aver convocato le parti sociali, il 13 agosto ha varato la manovra, come richiesto.



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