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CONFINDUSTRIA VS CGIL/ Campiglio: evitiamo gli errori degli Usa durante la "prima" crisi

Pubblicazione:giovedì 29 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 29 settembre 2011, 21.08

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Alla luce di questi ragionamenti, la ricetta della Cgil non rappresenta una strada percorribile. «Lo Stato non può essere considerato il datore di lavoro di ultima istanza. Anzitutto perché si produrrebbe un ulteriore incremento del debito pubblico. Inoltre, anche se non avessimo problemi di finanza pubblica, l’esperienza accumulata in trent’anni dimostra che si producono logiche dannose». Anche al Sud, la questione non cambia. «Il sistema si rilancia rivitalizzando la rete delle imprese». Sull’ipotesi di introdurre una patrimoniale, Campiglio è piuttosto scettico. «Data l’emergenza del Paese si può discutere di un’imposta sui grandi patrimoni. Tuttavia, provvedimenti di questo genere, di norma, provocano effetti repressivi. Il rischio maggiormente noto è quello della fuga dei capitali all’estero. O di evasione fiscale. Non essendoci dati certi, infine, non sappiamo neanche quale incidenza effettiva avrebbe nell’ottica del risanamento dei conti pubblici».



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