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FONDO SALVA STATI/ Il Parlamento tedesco dà il via libera, la vittoria della Merkel

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Angela Merkel, foto Ansa  Angela Merkel, foto Ansa

Successo del cancelliere tedesco Angela Merkel: un voto diverso avrebbe potuto mettere in crisi la sua già traballante leadership. Il Bundestag ha infatti approvato il cosiddetto fondo salva stati, l'Esfs, con una maggioranza di spessore: 523 sì, 85 no e tre astenuti. Il fondo salva stati viene così allargato dai previsti 250 miliardi di euro fino a 440. Con la norma approvata si potranno anche acquistare titoli di stato europei sul mercato secondario e mettere a disposizione linee di credito per i Paesi in difficoltà. Adesso la Germania è la decima nazione europea ad aver approvato tale fondo: secondo l'accordo siglato lo scorso 21 luglio dal Consiglio europee, tutti i 17 Paesi membri dell'eurozona devono fare lo stesso, approvando tramite i loro parlamenti nazionali il fondo. L'approvazione da parte del parlamento tedesco del provvedimento era considerata cruciale per il prosieguo degli aiuti alla Grecia. E proprio ad Atene oggi si recano i rappresentanti del Fondo monetario internazionale, dell'Unione europea e della Banca centrale europea per riprendere le trattative con il governo locale sulle riforme che consentirebbero la salvezza della Grecia. Le trattative erano state interrotte circa un mese fa perché secondo il Commissario europeo per gli affari economici Atene non aveva rispettato il programma messo a punto con Fmi, Ue e Bce. In ballo la concessione della sesta parte del prestito, una cifra pari a 110 milairdi di euro. Tra i punti che verranno discussi, i licenziamenti nel settore pubblico, la sospensione provvisoria dal lavoro e l’abolizione di enti pubblici inutili. Si discuterà anche di enti di assistenza sociale e delle pensioni e infine degli introiti di Stato. Ad Atene intanto oggi si sono registrati incidenti: impiegati del settore pubblico hanno occupato alcuni ministeri per protesta contro i tagli del governo. Si tratta dei ministeri delle finanze, degli affari interni, della giustizia, dello sviluppo industriale, del lavoro, della sanità e dell'agricoltura. Vi sono stati scontri con le forze dell'ordine.



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